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“Io? Credo! “ Con questo slogan abbiamo vissuto  le Missioni Popolari durante la Quaresima 2017, aiutati dai Padri Missionari di Rho.

E’ stato un momento di Grazia per diverse ragioni:

  1. Abbiamo vissuto tre settimane intense, toccando tutte le parrocchie, coinvolgendo nell’incontro con la Parola e i Sacramenti diverse persone di ogni comunità.
  2. La presenza dei Padri Missionari è stata una bella occasione per vivere momenti di ascolto e di confronto personale con molti.
  3. E’ emersa l’urgenza di animare le parrocchie con un nuovo Spirito missionario, poiché la parrocchia ESISTE PER EVANGELIZZARE.

Con la costante presenza dei Padri non è mancato, da parte di noi sacerdoti e di alcuni laici, un serio confronto nato dal desiderio di cercare strade nuove, metodi, stimoli, coinvolgimenti che facciano emergere la testimonianza di ogni battezzato. Dopo questo confronto serio e pacato ci è sembrato opportuno riprendere la Missione proponendo una nuova serie di “Incontri formativi” che facessero emergere la bellezza dell’essere battezzati e di seguire Gesù.

Il riferimento è lo stile delle prime comunità cristiane descritte dagli Atti degli Apostoli, animate dalla fraternità, dalla preghiera, dalla testimonianza di coloro che venivano alla Fede e dal servizio ai poveri.

Questo percorso intrapreso vuole far nascere in ogni parrocchia dei piccoli focolai di fraternità, preghiera e ascolto della Parola. Il senso del ritrovarsi nasce dall’incontro personale e profondo con Gesù in una preghiera cuore a cuore.

Se vuoi essere un cristiano coerente, vivo e non in pensione, devi essere un evangelizzatore. L’evangelizzazione coinvolge tutta la vita con una testimonianza silenziosa di una buona vita cristiana, anche se non è sufficiente, dice Paolo VI nella Evangelii Nuntiandi “tuttavia (la testimonianza di vita) resta sempre insufficiente perché anche la più bella testimonianza si rivelerà a lungo impotente, se non è illuminata, giustificata – ciò che Pietro chiamava “dare le ragioni della propria speranza” – esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù. La Buona Novella proclamata dalla testimonianza di vita dovrà dunque essere presto o tardi annunciata dalla Parola di Vita. Non c’è vera evangelizzazione se il nome, l’insegnamento, la vita, le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazareth, figlio di Dio non siano proclamati”.

In sintesi possiamo dire che ogni ripartenza nelle comunità cristiane deve essere motivata da un più forte desiderio di vita evangelica. Come parroco, e con me ne condividono le preoccupazioni gli altri sacerdoti della diaconia, sento il dovere di preparare le comunità cristiane della nostra comunità pastorale a una maggiore responsabilità di evangelizzazione di tutti i battezzati che abbiano fatto un incontro significativo con Gesù. E’ un cammino che abbiamo intrapreso; con un po’ di pazienza spero nei prossimi anni di vedere già una piccola fioritura.

Per finire vorrei riprendere alcune parole di Papa Giovanni Paolo II nella Christi Fideles Laici nr. 26, “perché tutte le parrocchie (in difficoltà di mezzi) siano veramente comunità cristiane si devono favorire:

  1. L’adattamento delle strutture parrocchiali con la flessibilità ampia concessa dal diritto canonico, soprattutto promuovendo la partecipazione dei laici alle responsabilità pastorali;
  2. Le piccole comunità ecclesiali di base, dette anche comunità vive, dove i fedeli possano comunicarsi a vicenda la parola di Dio ed esprimersi nel servizio e nell’amore; queste comunità sono vere espressioni della comunione ecclesiale e centri di evangelizzazione in comunione con i loro pastori”.

La verità e la forza profetica di queste parole di Papa Giovanni Paolo II le ho vissute nell’esperienza di missione in Africa (nel nord del Camerun) la quale è stata marcata dalla bella realtà delle piccole comunità vive nei quartieri e nei villaggi.

E’ la ricchezza della chiesa universale che ci invita sempre ad aprire gli orizzonti guidati ed animati dallo Spirito Santo.

Camminando si apre il cammino.

Pace e bene.

Don Mario Morstabilini

responsabile della comunità pastorale “San Benedetto” Albizzate – Sumirago

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