PERDONO

Sabato 19 e domenica 19 novembre l’Associazione “Famiglia della Luce con Camilla” in collaborazione con gli Oblati Missionari di Rho ha organizzato l’Università del Perdono. Di seguito ci sono alcune testimonianza dei partecipanti.

Mi chiamo Michele,  vengo da una situazione familiare e da una storia personale difficile e sofferta. Avevo bisogno, oltre che di conforto e sostegno, di conoscere un metodo per ritrovare la strada di una serenità che da tempo mi manca. Così, attraverso una carissima amica, ho avuto notizia del ritiro spirituale organizzato da Famiglia della Luce con Camilla in collaborazione con i padri Oblati di Rho.

Il posto, grazie all’imponenza del Santuario e del collegio, mi hanno infuso da subito un senso di forza, serietà e sicurezza indispensabili per chi, come me, vuole intraprendere un cammino di guarigione interiore. Fabrizio ed Elisabetta, relatori del corso che aveva come tema il perdono, sono stati bravissimi nel  far sentire fin da subito ognuno di noi come membri di una famiglia che già si conosceva da tanto tempo. Il loro approccio e il loro metodo che mixa con ottimo equilibrio fede e scienza (attraverso la metodologia di couselling) credo sia stata la chiave del successo di queste due giornate passate insieme.

È stata per me un’esperienza entusiasmante dove ho potuto, attraverso l’ascolto e i momenti di lavoro singolo o di gruppo, scavare ulteriormente dentro di me e trovare le ragioni del mio malessere mettendo in discussione alcune errate convinzioni che mi limitavano. Ho conosciuto gente e storie che mi hanno aiutato ad intraprendere un percorso di introspezione ridimensionando ciò che percepivo fino a poco prima dandogli il giusto peso.

Ho imparato che il perdono è una chance, un dono che facciamo in primis a noi stessi. Un dono che non mette in obbligo la riconciliazione (che tuttavia, beninteso, non la esclude e non se ne disconosce certo l’auspicio) ma è il primo, primissimo passaggio essenziale per ritrovare benessere, equilibrio e forza per noi stessi e successivamente, dopo aver ritrovato e rafforzato queste qualità, per gli altri: familiari, amici, colleghi di lavoro, conoscenti.

Una nota di merito ed un ringraziamento particolare ai padri Oblati che offrono agli ospiti una struttura ben curata, ben organizzata, accogliente e pulita con ottima cucina e un supporto e assistenza spirituale profonda e dinamica.

 

Perdonare……conviene, di Loredana

Per caso ho letto questo volantino-invito, per caso mi sono iscritta e mi sono… “affidata”, forse non è stato un caso.

Non ho cercato su internet notizie sui conduttori né sul gruppo di appartenenza, la sede era dai Padri Oblati e questo mi dava sicurezza.

Due giornate intense trascorse con leggerezza per lo scambio continuo di esperienze fra i partecipanti disposti sia a raccontarsi che ad accogliere.

Essere guidati a riconoscere le proprie offese, a riflettere su quelle fatte ad altri, a scoprire l’umanità dell’offensore, a distinguere fra perdono e riconciliazione, non è stata cosa da poco.

In questi giorni sto continuando, anche grazie al materiale fornitoci, a riflettere su questi piccoli semi e spero davvero che nutrendoli giorno dopo giorno possano dare i loro frutti.

La parte spirituale è stata fondamentale in quanto quando il peso è troppo grande, quando la tua fragilità diventa ingombrante, abbiamo bisogno di QUALCUNO che ci stia alle spalle.

 

Mi chiamo Gaia e vengo da Venezia: al ritiro sul perdono, trovato per caso su internet,  mi sono sentita accolta, ascoltata e non giudicata, sia dai partecipanti al corso con i quali si è creata una piacevole amicizia, sia con i relatori, che hanno svolto il corso in un clima di serenità e partecipazione. Ho ricevuto spunti di riflessione utili e nuovi che mi aiuteranno nel percorso di crescita sia spirituale che umano.

 

Ciao a tutti, sabato e domenica ho partecipato all’incontro sul perdono ed è stata un’esperienza molto interessante e coinvolgente. Interessante perché non avevo mai pensato al perdono sotto l’ottica che mi è stata prospettata. Coinvolgente perché con i lavori di gruppo e le riflessioni condivise degli altri partecipanti mi sono sentito in famiglia e questo mi ha permesso di condividere con altri in miei sentimenti. Maurizio 

 

Sono Rossana e riporto i punti che mi hanno più colpito del percorso sul perdono e che continuerò a rileggere per attualizzarli nella mia vita.
Cambia totalmente il punto di vista sull’argomento, quindi è necessaria una trasformazione interiore che richiede tempo e lavoro su me stessa. Caposaldo: abolire l’idea del dovere: io non devo perdonare per “dovere” ma per farmi un “dono”. Rimanere nell’offesa ci rende cristallizzati. Dobbiamo farci il dono del perdono per essere liberi. Perdono è cosa totalmente differente dalla riconciliazione. Il perdono richiede un cammino psicologico e spirituale con noi stessi.  Solo dopo questo cammino potremo considerare di riconciliarci con chi ci ha offeso. Il perdono è un cammino personale. Si può arrivare al perdono senza che l’offensore sappia di essere stato perdonato. Il perdono è sempre possibile.  La riconciliazione invece potrebbe essere impossibile o inopportuna, perché prevede una relazione tra me e l’offensore. Noi facciamo la nostra parte, poi mettiamo tutto nelle mani di Dio (noi ci mettiamo i pani e i pesci che abbiamo, poi ci pensa lui). È normale provare rabbia dopo un’offesa.  Devo provare rabbia. Ma devo far rimanere la rabbia come emozione circoscritta e non devo farla diventare un sentimento che potrebbe poi diventare l’autista della mia vita. Siamo esseri pensanti che prendono decisioni quindi possiamo decidere di perdonare.  Possiamo cambiare le nostre decisioni anche dopo anni, quando vogliamo. Perdonare non vuol dire dimenticare o assolvere.  Dobbiamo anche mettere dei paletti al nostro offensore. Il nostro nome è scritto nella mano di Dio,  ma anche il nome del nostro offensore. Per questo devo separare la colpa da colui che commette la colpa. Devo umanizzare l’altro, perdonare il peccatore non il peccato. Devo comunque fare un percorso per arrivare al perdono.  Spiritualmente posso perdonare subito, ma umanamente devo percorrere un cammino per incarnare il perdono in me.  Serve memoria verità e giustizia.

 

Esperienza molto positiva, di crescita personale, vissuta in un clima molto famigliare e amichevole. Due giorni di lavoro a livello individuale, alternato a dinamiche di gruppo, trascorse con leggerezza d’animo nonostante la tematica di per sé molto impegnativa. Marilisa e Roberto

 

 

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