Il Giubileo della Misericordia | Oblati di Rho

LA PORTA SANTA

NEL SANTUARIO DELL’ADDOLORATA DI RHO

Il nostro Arcivescovo ha stabilito, per la diocesi ambrosiana di aprire, oltre a quella del Duomo, ben 9 porte sante in altrettante chiese, onde permettere a tutti di acquistare il giubileo della misericordia. Per la nostra zona IV la porta santa è quella del santuario dell’Addolorata di Rho.Apertura porta001

Ecco il testo del messaggio che lo stesso arcivescovo ha rivolto ai vescovi e ai vicari episcopali che hanno aperto le porte sante:

PAROLE DI S.E.R. CARD. ANGELO SCOLA, ARCIVESCOVO DI MILANO

PER L’APERTURA DEL GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA

Che cosa significa il dono del Giubileo per le nostre comunità cristiane e per le nostre persone? L’esistenza di ogni uomo si svolge nel tempo e nello spazio: tutti noi abbiamo cari e custodiamo con cura date e luoghi che segnano la nostra biografia, perché ci richiamano il senso del nostro essere al mondo. Il Dio della vita ci viene incontro proprio lì. Si fa vicino a ciascuno di noi nel qui ed ora del Signore Gesù e della Sua Chiesa.

Seguendo le orme del suo Maestro, la Chiesa ci offre un tempo determinato – l’anno giubilare (dall’8 dicembre di quest’anno alla festività di Cristo Re del 2016) – e dei luoghi precisi – il nostro Duomo insieme ad altre chiese e santuari della diocesi ambrosiana -, perché tutti possano fare esperienza di essere perdonati e restituiti alla vita. La misericordia, infatti, riscatta il tempo dal suo inesorabile rovinare verso la morte e lo trasforma nella pazienza amante del Padre che ci aspetta come figli nel Figlio. Il Giubileo, per questa ragione, è sorgente e annuncio di speranza per tutti, soprattutto per coloro che si sentono esclusi dalla salvezza.

Con i gesti di preghiera e di misericordia che la Chiesa ci propone in quest’Anno – il pellegrinaggio verso la porta santa, la celebrazione della riconciliazione sacramentale con una più assidua pratica della confessione, le opere di misericordia corporali e spirituali – il Signore ci chiama ad abbandonare ogni tentativo di salvarci con le nostre mani per affidarci completamente a Lui.

Una delle grazie che l’Anno Santo mette a nostra disposizione è la pratica delle indulgenze. Le indulgenze sono una forma di partecipazione alla redenzione di Cristo. Attraverso la preghiera della Chiesa, offrono al peccatore che si pente compiutamente il dono della remissione della pena temporale sempre connessa ai peccati.

Le indulgenze, pertanto, sono opere di fede da parte dei credenti e di intercessione efficace da parte della Chiesa che, in questo modo, abbraccia con misericordia i suoi figli vivi e defunti e li fa partecipi della comunione dei santi. Perché, come insegna il nostro Padre Ambrogio, «La legge considera il merito. La grazia guarda alla fede».

LE CHIESE PENITENZIALI

Accanto a quelle giubilari, ci saranno anche le chiese penitenziali, nelle quali sarà garantita la presenza di un confessore per tutto il tempo di apertura della medesima.

Queste sono:

  • Santuario di Cerro Maggiore,
  • Santuario di Corbetta,
  • Santuario di Mesero,
  • Santuario di Rho,
  • Santuario di Saronno,
  • Prepositurale di San Giovanni Battista in Busto,
  • Prepositurale San Martino in Magenta,
  • parrocchiale di San Guglielmo in Castellazzo di Bollate,
  • San Giovanni Battista in Garbagnate,
  • Santa Teresa del Bambin Gesù in Legnano.

In queste chiese non si lucra l’indulgenza giubilare, ma si può trovare la comodità di uno o più confessori disponibili per celebrare il sacramento della Riconciliazione.

APERTURA PORTA SANTA

NEL NOSTRO SANTUARIO

Domenica 13 dicembre 2015, il Vicario episcopale della Zona IV,  Mons. Gian Paolo Citterio, ha aperto la porta santa del nostro Santuario con la concelebrazione di tutti i decani della zona e di numerosi sacerdoti, diaconi e religiose circondate da  oltre duemila fedeli.

Mons. Gian Paolo Citterio apre la prta santa nel santuario di Rho

Mons. Gian Paolo Citterio apre la prta santa nel santuario di Rho

OMELIA DI MONS. GIAN PAOLO CITTERIO

Messa di ringraziamento a conclusione dell’Anno Giubilare della Misericordia

Ultimo ingresso Porta Santa Santuario Beata Vergine Addolorata – Rho   

Introduzione

Carissimi fratelli e sorelle, carissimi fedeli provenienti dalle numerose Parrocchie della nostra Zona, carissimi laici impegnati nei vari ambiti pastorali, nelle diverse associazioni, nei movimenti e nelle confraternite, carissime consacrate, carissimi diaconi e confratelli concelebranti, con i decani dei nove decanati e i responsabili delle dieci chiese penitenziali della nostra Zona pastorale, carissimi Padri Oblati, carissimi cantori dei numerosi cori di Rho che avete desiderato compiere il cammino giubilare questa sera per accompagnare questa liturgia; e carissimo Mons. Renato Corti, eletto da Papa Francesco Cardinale della Chiesa, che sei spiritualmente unito in preghiera con tutti noi!

Siamo da poco passati, per l’ultima volta, attraverso la Porta Santa e siamo stati abbracciati, ancora questa sera, dalla Misericordia del Padre, accolti in questo Santuario che ha visto entrare migliaia di pellegrini durante questo straordinario Giubileo.

Ai piedi di Maria, la Madonna Addolorata, vogliamo questa sera lasciar cantare i nostri cuori, facendo nostre le sue parole di gioia nel Magnificat, espresse proprio all’inizio del suo tempo di Attesa, dopo essere stata raggiunta dall’Angelo ed aver accolto in lei la presenza del Figlio di Dio.

Per provvidenziale coincidenza anche noi, oggi qui, raggiunti dalla grazia della misericordia, siamo all’inizio del tempo dell’Attesa del Signore, in questa liturgia vigiliare vespertina d’inizio Avvento.

Un anno è trascorso dal giorno in cui Papa Francesco, nell’Udienza generale, dopo l’apertura della Porta Santa, ci ha indicato il perché di questa grazia che ci ha offerto. (Mercoledì 9 XII 2015)

Perciò mi pare molto bello per tutti noi, ora, contemplare l’intreccio tra le parole del Magnificat suggerite dallo Spirito Santo a Maria, con la Parola di Dio che ci è offerta oggi dalla liturgia della Messa di inizio Avvento, e con le parole che Papa Francesco ci ha donato nel dare avvio all’anno della Misericordia.

  • L’anima mia magnifica il Signore  LA PRESENZA DI GESU’

e il mio Spirito esulta in Dio, mio Salvatore

perché ha guardato l’umiltà della Sua serva.                          

-Vangelo: “gli si avvicinarono in disparte” qui c’è la gioia dell’intimità con Gesù, per condividere i suoi pensieri e in ascolto della sua sapienza: “Sorgeranno molti falsi profeti, e per il dilagare dell’iniquità si raffredderà l’amore di molti; ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”.

Anche noi siamo qui, radunati intorno a Lui che ci accoglie, ci parla e ci chiama, come discepoli, a nutrirci dal Suo pane e del Suo spirito, per affrontare insieme con lui le sfide del mondo.

-Papa Francesco: “La Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario. Nella nostra epoca di profondi cambiamenti, la Chiesa è chiamata ad offrire il suo contributo peculiare, rendendo visibili i segni della presenza e della vicinanza di Dio. E il Giubileo è un tempo favorevole per tutti noi, perché contemplando la Divina Misericordia, che supera ogni limite umano e risplende sull’oscurità del peccato, possiamo diventare testimoni più convinti ed efficaci.

Volgere lo sguardo a Dio, Padre misericordioso, e ai fratelli bisognosi di misericordia, significa puntare l’attenzione sul contenuto essenziale del Vangelo: Gesù, la Misericordia fatta carne, che rende visibile ai nostri occhi il grande mistero dell’Amore trinitario di Dio. Celebrare un Giubileo della Misericordia equivale a mettere di nuovo al centro della nostra vita personale e delle nostre comunità lo specifico della fede cristiana, cioè Gesù Cristo, il Dio misericordioso.

Un Anno Santo, dunque, per vivere la misericordia. Sì, cari fratelli e sorelle, questo Anno Santo ci è offerto per sperimentare nella nostra vita il tocco dolce e soave del perdono di Dio, la sua presenza accanto a noi e la sua vicinanza soprattutto nei momenti di maggiore bisogno.”

  • Ha spiegato la potenza del suo braccio,                                   LO SGUARDO DI GESU’

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore.                    

 

-Vangelo: “Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’Uomo e si batteranno il petto tutte le tribù della terra e Vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria”. Noi siamo guardati e amati dallo sguardo misericordioso di Gesù, sempre presente tra noi: davanti a Lui e al suo sguardo amorevole e misericordioso, siamo condotti a non lasciarci traviare e ingannare e siamo guidati a cammini di conversione, per una sequela gioiosa e sincera.

-Papa Francesco: “Questo Giubileo, insomma, è un momento privilegiato perché la Chiesa impari a scegliere unicamente “ciò che a Dio piace di più”. E che cosa è che “a Dio piace di più”? Perdonare i suoi figli, aver misericordia di loro, affinché anch’essi possano a loro volta perdonare i fratelli, risplendendo come fiaccole della misericordia di Dio nel mondo. Questo è quello che a Dio piace di più. La gioia di Dio è perdonare, l’essere di Dio è misericordia. Il Giubileo sarà un “tempo favorevole” per la Chiesa se impareremo a scegliere “ciò che a Dio piace di più”, senza cedere alla tentazione di pensare che ci sia qualcos’altro che è più importante o prioritario. Niente è più importante di scegliere la sua misericordia, il suo amore, la sua tenerezza, il suo abbraccio! Risplende soltanto una Chiesa misericordiosa! Se dovessimo dimenticare che la misericordia è “quello che a Dio piace di più”, ogni nostro sforzo sarebbe vano, perché diventeremmo schiavi delle nostre istituzioni e delle nostre strutture, per quanto rinnovate possano essere. Ma saremmo sempre schiavi. Sentire forte in noi la gioia di essere stati ritrovati da Gesù, che come Buon Pastore è venuto a cercarci perché ci eravamo smarriti: questo è l’obiettivo che la Chiesa si pone. Così rafforzeremo in noi la certezza che la misericordia può contribuire realmente all’edificazione di un mondo più umano. Specialmente in questi nostri tempi, in cui il perdono è un ospite raro negli ambiti della vita umana, il richiamo alla misericordia si fa più urgente, e questo in ogni luogo: nella società, nelle istituzioni, nel lavoro e anche in ogni famiglia.

  • Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili  L’AMORE DI GESU’

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.                                                

 

-Isaia: “Alzate al cielo i vostri occhi e guardate la terra di sotto: da me uscirà la legge, porrò il mio diritto come luce dei popoli. Si manifesterà la mia salvezza. La mia giustizia durerà per sempre, la mia salvezza di generazione in generazione”. La salvezza e la giustizia per noi e per il mondo, ora e per semprte, sono l’amore di Gesù.

 

-Francesco: “Certo, qualcuno potrebbe obiettare: “Ma, Padre, la Chiesa, in questo Anno, non dovrebbe fare qualcosa di più? È giusto contemplare la misericordia di Dio, ma ci sono molti bisogni urgenti!”. È vero, c’è molto da fare, e io per primo non mi stanco di ricordarlo. Però bisogna tenere conto che, alla radice dell’oblio della misericordia, c’è sempre l’amor proprio. Nel mondo, questo prende la forma della ricerca esclusiva dei propri interessi, di piaceri e onori uniti al voler accumulare ricchezze, mentre nella vita dei cristiani si traveste spesso di ipocrisia e di mondanità. Tutte queste cose sono contrarie alla misericordia. I moti dell’amor proprio, che rendono straniera la misericordia nel mondo, sono talmente tanti e numerosi che spesso non siamo più neppure in grado di riconoscerli come limiti e come peccato. Ecco perché è necessario riconoscere di essere peccatori, per rafforzare in noi la certezza della misericordia divina. “Signore, io sono un peccatore; Signore, io sono una peccatrice: vieni con la tua misericordia!”. Questa è una preghiera bellissima. È una preghiera facile da dire tutti i giorni.

Conclusione

Nella nostra vita di uomini e di donne di oggi e di tutti i tempi ci sono porte che attraversiamo tutti i giorni. Porte che ci fanno entrare nella cronaca degli avvenimenti: tutto passa. Porte che possono farci entrare nella storia: anche i grandi imperi crollano. E sempre c’è la Porta, che è Gesù, che ci fa entrare nel Suo Regno: ch rimane in eterno. Si chiude simbolicamente la Porta Santa di questo anno giubilare, ma Gesù misericordioso riamane sempre con noi: in Lui siamo, Lui seguiamo e Lui ci attende.

TE PER L’ANNO GIUBILARE IN SANTUARIO

Il pellegrinaggio a Rho intende valorizzare l’arte e la spiritualità del santuario per favorire un approccio mariano al giubileo della Misericordia, come suggerisce Papa Francesco nella Bolla di indizione: “Il pensiero ora si volge alla madre di misericordia. La dolcezza del suo sguardo ci accompagna in questo anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio”. Il santo Padre aggiunge: “Presso la croce, Maria insieme a Giovanni, il discepolo dell’amore, è testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Gesù. Il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso ci mostra fin dove può arrivare la misericordia di Dio. Maria attesta che la misericordia del figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno”.

Infatti, il santuario di Rho, sorto nel 1584 per volere di San Carlo é dedicato all’Addolorata. La sua architettura e decorazione indirizzano lo sguardo del pellegrino verso l’affresco nel quale la Madonna è seduta presso il sepolcro e tiene sulle ginocchia il Figlio suo tolto dalla croce.

Lungo la navata e i due transetti giganteggiano sei affreschi di Giuseppe Carsana, raffiguranti assieme a quello dell’Addolorata, che sta sopra l’altare, i sette dolori della Vergine. Anche gli altari laterali ed i preziosi affreschi di Luigi Morgari favoriscono un cammino giubilare come si potrà notare nella proposta.

foglietto_percorso_giubilare_jan2016-1A partire da questa prospettiva proponiamo quanto segue:

  • I pellegrini che verranno singolarmente o in piccoli gruppi saranno accolti da un padre missionario o da una suora che li attenderà in fondo al santuario, vicino alla porta santa, e consegnerà loro un piccolo sussidio (scarica il PDF) che li guiderà attraverso le grandi pitture del Carsana a meditare la “Via Matris Dolorosae”, percorrendo i sette dolori di Maria, fino a giungere, come sul Calvario, davanti all’affresco che sta sopra il tabernacolo nell’altare maggiore del santuario. Un padre sarà sempre presente in santuario durante l’orario di apertura, dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 19,30 per celebrare il sacramento della riconciliazione.
  • Nel giorni feriali l’Eucaristia sarà celebrata alle ore 7; 8; 9; 19. Nei giorni festivi invece alle ore 8; 9,30; 11; 18.
  • I gruppi numerosi, le parrocchie, o le associazioni, potranno seguire un itinerario che contemplerà un breve cammino articolato in diverse tappe:
  • Si partirà dall’ospedale di Rho, luogo di sofferenza e dove da tempo persone volontarie vivono già l’esperienza del visitare e confortare gli ammalati. Lungo il cammino tre striscioni richiameranno le opere di misericordia;
  • Si giungerà presso la fontana del Mosè che sta all’inizio del piazzale del santuario, dove si ascolteranno le parole coinvolgenti di Gesù: “se tu conoscessi il dono di Dio” seguito dall’invocazione: “Signore dammi di quest’acqua” ;
  • Da qui si entrerà nel giardino dei Padri Oblati per giungere presso la statua di S. Giovanni Paolo II, con il suo invito a “non temere, ma ad aprire le porte a Cristo”;
  • Si passerà poi davanti alla grotta della Madonna per accogliere l’invito a: “ fare tutto quello che Gesù ci dirà”;
  • Quindi, attraversando il chiostro, si giungerà alla porta santa, varcata la quale si sosterà presso le artistiche acquasantiere per rinnovare le promesse battesimali.
  • Si giungerà poi all’altare del Sacro Cuore, incarnazione della misericordia di Dio per evocare le pagine più belle di santa Margherita Maria Alacoque, o di Santa Faustina Kowalska;
  • Successivamente, si celebrerà la liturgia penitenziale o la Santa Messa (in alternativa la Via Matris Dolorosae) con le preghiere richieste per ottenere l’indulgenza plenaria;
  • Il pellegrinaggio si chiuderà salendo la scaletta che conduce all’affresco del miracolo, per venerare da vicino la Madonna Addolorata.
  • Per quelle parrocchie o gruppi che lo desidereranno sarà possibile trattenersi per una meditazione o giornata di ritiro, predicata dai padri Oblati, oppure autogestita.
  • Il testo per il cammino giubilare sarà quello realizzato dalla diocesi, al quale si unirà quello della Via Matris Dolorosae.
  • Inoltre, durante tutto l’anno giubilare si celebreranno frequentemente (almeno ogni sabato) le sante messe dell’Anno Santo e di Maria Madre della misericordia, come da messale e da lezionario mariano.
  • Tra le iniziative Giubilari proposte, segnaliamo:
  1. PELL-GIUBILARE-RHO-FIN-1La programmazione di alcune serate sul tema della misericordia sviluppata dai diversi registri dell’arte: poesia, letteratura, pittura, teatro, cinema, musica, che potrebbero svolgersi nella nostra sala convegni, oppure in altre sale pubbliche della Zona IV. L’intento sarà quello di richiamare un folto numero persone e non solo quelle che normalmente gravitano attorno al nostro santuario .
  2. Sarà indetto un concorso sul Giubileo gestito dall’’Associazione “Oblò” con l’intento di coinvolgere tutte le scuole che desiderano parteciparvi, anche al di fuori del raggio della nostra zona pastorale.
  3. Si ripropone, come già ogni anno si fa nel mese di settembre, il pellegrinaggio Corbetta-Rho.
  4. La valorizzazione in chiave giubilare sarà anche il ritiro del 3° sabato di ogni Mese;
  5. Inoltre, non mancheranno nella nostra casa i corsi di esercizi spirituali per laici nel mese di Febbraio ed inizio Avvento;

 

 

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