Detroit, inverno 1953.
Erano anni molto duri per la popolazione afroamericana, dopo varie intimidazioni e minacce la famiglia Jefferson è dovuta scappare.
All’apparenza era una famiglia normale, ma niente in quella situazione era normale. La vita dell’intera famiglia era diventata improponibile.
La quotidianità non era più la stessa. I due figli della famiglia, John e James, erano presi di mira dai loro coetanei. Venivano insultati, denigrati davanti a tutti i compagni ed erano inoltre costretti a prendere un altro pullman per tornare a casa.
Presto anche il padre Brian perse il lavoro, la famiglia entrò in crisi e furono costretti a lasciare la casa.
Così presero la decisione di andare a New York per cercare miglior sorte.

Appena arrivati cominciarono a chiedere ospitalità a diverse famiglie, ma come ci si può aspettare, nessuno era disposto ad ospitare a casa propria una famiglia come quella dei Jefferson.

Un giorno John giocando al parco conobbe un altro bambino della sua età, Jeremy. Jeremy era il classico bambino della famiglia americana bianca, composto, curato e felice. La famiglia di Jeremy era molto ricca, il padre era un conosciuto imprenditore e stava facendo molta fortuna. Ma, avendo disponibilità economiche molto elevate, erano abituati a tenere un tenore di vita molto alto e per questo spendevano quasi tutto ciò che guadagnavano.

I due bambini si trovarono subito bene insieme e giocarono per ore. Arrivata la sera Jeremy chiese a John di venire a mangiare a casa sua. John non mangiava dalla sera prima e ovviamente accettò. Arrivati a casa, i due bambini, trovarono alla porta il padre di Jeremy, Thomas,molto irritato e quasi sconvolto si scagliò contro John, lo insultò e infine lo cacciò via con crudeltà. Dopo si rivolse anche a Jeremy ricordandogli che le persone di quella razza non sono degne di sedersi alla loro tavola e di stare in presenza di bianchi in quanto essere superiori; dopo aver sentito tali parole e essere stato umiliatoJohn tornò in lacrime dai suoi genitori che inermi cercarono di consolarlo.

New York, primavera 1964
Sono passati molti anni dall’ultimo incontro tra Jeremy e John e in questo lungo tempo molte cose sono profondamente cambiate.

Dopo lunghi anni di difficoltà, la famiglia Jefferson, ha trovato accoglienza e il padre Brian ha anche trovato lavoro. Finalmente i Jefferson avevano una casa, un lavoro ma soprattutto erano felici.

Al contrario la ricca famiglia di Jeremy, non si poteva più ritenere tale. Il lavoro di imprenditore del padre di Jeremy non andava affatto bene e non riusciva più a ripagare le sue grandi spese. Presto la banca gli pignorò la casa e Thomasnon riuscendo più a gestire la sua attività, la sua famiglia e la sua vita si abbandonò all’alcool.

Dopo aver perso definitivamente la casa la famiglia si ritrovò senza un tetto sotto cui stare e così, come i Jefferson dieci anni prima, dovettero girare di casa in casa a chiedere ospitalità.Un giorno Jeremy stava camminando per la strada lesse sulla casella della posta di un’abitazione “Jefferson”, immediatamente si accorse di conoscere già quel nome e a

quel punto si ricordò del suo amico John. Erano ormai passati tanti anni e si chiese se lo avesse riconosciuto in queste condizioni. Così Jeremy prese coraggio e bussò. Alla porta aprì una signora piuttosto bassa sulla cinquantina con il grembiule ed un solo guanto da cucina, guardò per un attimo Jeremy, dalla testa ai piedi e poi fece un sorriso e disse “aspetta qui caro” e socchiuse la porta. Poco dopo la porta si riaprì, dietro la porta c’era un ragazzo giovane e all’apparenza forte, era John. I due si guardarono e subito si riconobbero, come se quei dieci anni non fossero passati. Così John prese la parola e disse “Jeremy, cosa ci fai qui?” Jeremy fu molto provato in quell’istante e commosso balbettò “beh sai, sono cambiate molte cose in questi anni e ora John sono io che devo chiederti di accogliermi a casa tua”. John subito capì, certe sensazioni non si dimenticano, ripensò al suo passato e scoppiò in lacrime e così andò a chiamare suo padre. Dopo avergli spiegato la situazione Brian senza alcuna esitazione prese Jeremy fra le sue braccia e gli disse “ragazzo, vai a chiamare i tuoi genitori, avete una nuova casa adesso”.

Alunni dell’Istituto Besta Milano

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