Ci siamo a questo punto le carte si scoprono, si esce allo scoperto da oggi nulla sarà più come prima. Il Maestro sta per compiere un segno che lo porterà si alla morte ma che lo svelerà definitivamente e che renderà evidente il folle amore di Dio per l’uomo.

Quadro.

Il contesto, lo sfondo di questo segno è triste direi addirittura lugubre fino a sfociare nel macabro. La morte non è mai capibile e crea grandi incomprensioni. Le persone raccolte intorno al sepolcro di Lazzaro sono lì per consolare le sorelle, per contestare questo profeta capace di grandi cose ma che lascia morire gli amici o magari per curiosità, vediamo cosa succede adesso che è arrivato Lui. Sono lì con le loro intenzioni chi sperando in un effetto speciale chi sperando in un clamoroso tonfo. La star della scena in questo momento, non è però Gesù ma la morte. La morte con le sue dinamiche, con le sue relazioni interrotte, con i sogni infranti ed i progetti non realizzati, le paure generate e lo smarrimento conseguente. La curiosità a tratti morbosa di vedere e provare la sofferenza dei parenti colpiti dal lutto. Insomma fino all’arrivo del Maestro domina il buio.

Alzó la voce.

All’arrivo di Gesù il clima è dunque tetro, si vive nel buio del dolore, della sofferenza, della disperazione; ci si macera nel rimuginare, nel cercare una causa introvabile ed inspiegabile nella morte di una persona giovane e amata. La presenza del Maestro sembra congelare il tempo nel momento in cui davanti alla pietra tombale si ferma e compie un gesto imprevedibile….alza la voce. Poche volte nei vangeli Gesù alza la voce come fa adesso è lo fa non per rimproverare o per denunciare ma per chiamare. “Vieni fuori”…questa frase è per ciascuno di noi; se al posto di Lazzaro mettiamo il nostro nome quella esortazione è per noi, rivolta a noi per uscire dal buio di cui alle volte ci circondiamo fino a chiuderci dentro. Uscire dalle nostre relazioni sbagliate, dalle nostre giustificazioni forzate, dai nostri compromessi accomodanti, dal nostro perbenismo di facciata. Usciamo per puntare verso Gesù e usciamo come possiamo e come siamo legati, sporchi e puzzolenti proprio come Lazzaro usciamo perché è lui a dircelo, anzi ad urlarlo…uomo vieni fuori.

Claudio

 

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