Il verbo amare è forse uno dei più presenti non solo nelle scritture ma anche nella quotidianità della nostra vita.

Uso o abuso.

Quanti esempi si possono fare nel corso di una singola giornata circa l’uso della parola ama o un suo derivato. Se penso a me stesso uso questo termine quasi quotidianamente riferito a molti soggetti che vanno da mia moglie, passando per le figlie fino ad arrivare alla mia gattina preferita. Insomma un termine abbastanza inflazionato e che in questo modo rischia di essere anche un po’ svalutato. Ci siamo forse abituati al suono di queste parole tanto da perderne in parte il gusto quando le sentiamo pronunciare, insomma ci abbiamo fatto l’abitudine. Ecco allora che mi sono stupito quando oggi ho percepito che proprio “ama” mi ha sorpreso. Scavando ancora un po’ nel testo un altro particolare mi ha solleticato ed è un passaggio dal singolare al plurale quando il Maestro dice che chi lo ama lo ascolta e loro ( Padre e Figlio ) dopo questo ascolto abiteranno il cuore ben disposto. Amare infatti vuol dire ascoltare. Noi siamo abituati a dire amore a qualcuno ed il soggetto siamo noi come dispensatori di amore; noi che diamo amore il più delle volte aspettando un ritorno a questa affermazione ( e qui un po’ di malizia la fa da padrone: mi espongo, sorprendo l’altro e in questo modo sono su di lui in vantaggio). 

Invece siamo meno abituati ad essere l’oggetto dell’amore,

Siamo meno disposti ad ascoltare qualcun’altro a ricevere il dono ed il suono di questa parola, siamo così poco avvezzi da esserne quasi stupiti quando capita. Proprio come i discepoli….che chiedono perché a loro questo debba essere rivelato.

Abitato.

Perché proprio loro sono il soggetto di questo verbo, loro vogliono essere abitati dall’amore del Padre che passa obbligatoriamente da quello del Figlio ed ecco che allora si passa al plurale. Quel plurale che ci apre alla consapevolezza che difficilmente si può parlare di Dio senza passare da Gesù. Difficilmente si può tentare di seguire Gesù, il Maestro, senza lasciare parlare il Padre senza che il suo amore scenda nei cuori. Sembra tutto un poco un cortocircuito ed in effetti per la mente potrebbe esserlo ed ecco perché è invece il cuore ad essere abitato. Proprio attraverso il cuore la logica dell’amore umano, peraltro bella ed affascinante viene superata dall’amore divino che per dirla in maniera commerciale ci ama 2 a 1. Prendiamo uno e scopriamo che sono due…e quando pensiamo siano due sono in realtà tre perché senza l’azione dello Spirito Gesù resta un mistero e l’amore del Padre una pura utopia. Insomma alla fine dall’ascolto della Sua parola si scopre il Suo amore  e dalla sua scoperta si è abitati dal Padre….caspita!

Quante scoperte genera la parola ” ama “.

Claudio

Commenti

(function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-60967609-1', 'auto'); ga('send', 'pageview');