Ad una prima lettura il Vangelo di domenica non sembra particolarmente teso, in realtà se guardiamo un po’ più approfonditamente l’aria è elettrica, è satura di tensione fra il Maestro, i farisei e i sadducei. Le continue trappole psicologiche tese dai dottori della legge stanno mettendo a dura prova sia Gesù che gli ebrei stessi. Nel capitolo successivo ci sarà la scontro frontale ma per ora si inizia a passare dal fioretto alla spada.

Spada.

La domanda è veramente insidiosa stabilire fra i 613 divieti e i 365 precetti della religione ebraica quale sia il più importante, quale sia il primo. Pericolosa qualunque risposta ma il Maestro non scade alla provocazione e risponde citando lo ” Shema Israel “. Riporta, Gesù, al centro l’essenziale cioè Dio, il Padre.

Ma non si ferma lì da compimento alla Sua venuta aggiungendo ama il prossimo come tuo te stesso. Alla spada Gesù risponde con il fioretto. Amare il prossimo non è possibile se non ci si chiarisce, se non si riparte da noi stessi. Per amare gli altri dobbiamo amare prima noi stessi ma non nel modo edonistico ed egoistico cui siamo abituati ma nel modo altruistico del Maestro che altro non è che quello del Padre e per farlo ricordiamoci che Gesù non ha esitato a rispettare la volontà dell’uomo fino alla fine, fino alla croce.

Noi stessi

Proprio qui la difficoltà. Amare nello stesso modo in cui ci amiamo. Ma noi come ci amiamo e soprattutto ci amiamo? Coraggio cercatori iniziamo il viaggio verso di noi, smettiamo di guardare intorno senza avere un riferimento centrale, un rifugio dove tornare, un luogo da confrontare. Non possiamo imbarcarci in viaggio senza un punto fermo, senza una cambusa per ristorarci, un letto per riposarci ed una casa per accoglierci. Proprio non si può. Il primo passo della ricerca è dunque guardarci dentro con onestà, coerenza, limpidezza, coraggio, senza maschere o filtri. Chi siamo realmente, quanto ci vogliamo bene? Ci amiamo o vogliamo solo stordirci per non essere costretti a fare i conti con noi stessi ? guardiamo fuori perché dentro fa paura ?

Così non si riesce nonostante le nostre più buone intenzioni e i vari corsi di meditazione, yoga, ginnastica tantrica e zen, non ci forniscono ne aiuto ne soluzione.

Nulla da fare cercatori ripartiamo da noi e dalla Parola ripartiamo dallo Shema Israel, dall’Ascolta Israele, ripartiamo dal Dio unico che ci ama in maniera totale e radicale e proviamo ad amarci come riusciamo al di là dei fallimenti, delle ferite, delle disillusioni, delle doppiezze, delle cadute; queste consegnamole a Lui….noi riproviamo e ripartiamo.

Claudio

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