Ditemi che quello che abbiamo letto non è vero. Ditemi che ci deve essere un errore di traduzione perché se così non fosse abbiamo qualche problema.

Problema.

Ma come si può pensare che un uomo arrivi a scrivere queste cose? Che il mondo stia andando al contrario? Come si fa a definire beati ( sinonimo di lieti, contenti..) colori che soffrono, che hanno magari un lutto? Come si possono definire beati i cercatori di giustizia che evidentemente non l’hanno trovata altrimenti non la cercherebbero e probabilmente vivono con ansia e preoccupazione questa ricerca? Com’è possiamo definire beati i puri di cuore che sono da sempre dei sempliciotti e per questo derisi ed umiliati? Ma poi come cavolo si fa a definire beati quelli che vengono perseguitati, smerdati, accusati falsamente e magari per questo rinchiusi o peggio percossi o ammazzati? Ma come cavolo si fa??? No Maestro questa volta hai esagerato, hai superato il limite sei andato ben oltre ciò che possiamo sopportare….in fondo non siamo tutti dei Santi.

Soluzione.

Si è vero questa volta il Maestro ha esagerato è andato molto oltre ha smesso di ragionare da uomo per aprirci la strada come figlio di Dio. Pensiamoci bene amici quelli che è scritto in fondo altro non è che il piano di salvezza del Padre che il Maestro, Gesù, percorre fedelmente in maniera radicale fino alla fine per dimostrarci che la salvezza è già qui è Lui. Per dimostrarci che la santità non è un premio ma una tendenza naturale dell’uomo che per essere santi non bisogna chiudersi in qualche stupendo monastero e ammazzarsi di preghiere ( per lo meno non sempre…) ma che bisogna al contrario vivere. Vivere intensamente, vivere lealmente, vivere faticosamente ma bisogna vivere e non lasciarsi vivere. Dobbiamo spendere i nostri giorni giocando lealmente senza guardare troppo al risultato ma alla chiarezza delle regole. I santi non sono dei supereroi dotati di superpoteri ma sono delle persone normali che hanno sfidato soprattutto se stessi e si sono affidati a Gesù in maniera radicale non per ottenere qualcosa ma per donargli la propria quotidianità, la propria esistenza perché Lui ne facesse una santa esistenza.

Claudio

 

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