Come mi confronto con i limiti e le debolezze?
Cosa riesce a sostenere la mia vita, a darle pienezza?

Io di fronte ai miei limiti, alle mie debolezze tendo a bloccarmi, a tirarmi indietro, a nascondermi … fino al punto di non buttarmi in niente, di non rischiare mai, di svalutarmi, di considerarmi incapace.
Nel percepire uno sguardo giudicante, che lega la stima ai risultati, che sottolinea gli errori e le mancanze piuttosto che le proprie capacità, mi paralizza completamente.
Dove riuscivo meglio non erano semplicemente legate alle mie capacità personali, ma anche dallo sguardo che le persone vicino a me avevano di me: mi valorizzavano e mi facevano sentire sostenuto, incoraggiato, accompagnato …
Trovo maggior coraggio e forza di agire e do il meglio di me di fronte ad uno sguardo di compassione, di misericordia, di amore incondizionato. Nel sentirmi comunque amato e stimato non in base ai risultati ottenuti, ma per quello che sono. Nei momenti di scoraggiamento, fatica e fallimento questi sguardi sono stati essenziali per rialzarmi, incoraggiarmi. La compassione genera in me un surplus, un di più inaspettato, di forze e capacità.

Gesù disse: «Sento compassione per la folla».

COMPASSIONE = Dal latino: cum insieme patior soffro.
Dal greco συμπἀθεια , sym patheia – “simpatia“, provare emozioni con..)

Nei secoli, la parola compassione prende forma sul concetto di pietà – una pietà che è quasi disprezzo. Eppure la sua radice, il significato originale dei suoi componenti è tanto più nobile, di respiro tanto più ampio. La compassione è la partecipazione alla sofferenza dell’altro. Non un sentimento di pena che va dall’alto in basso. Si parla di una comunione intima e difficilissima con un dolore che non nasce come proprio, ma che se percorsa porta ad un’unità ben più profonda e pura di ogni altro sentimento che leghi gli umani. E’ la manifestazione di un tipo di amore incondizionato che strutturalmente non può chiedere niente in cambio.
Ed è la testa di ponte per una comunione autentica non solo di sofferenza, ma anche -e soprattutto- di gioia vitale, e di entusiasmo.

VERSO CHI PROVA COMPASSIONE
LA FOLLA composta da ciechi, zoppi, storpi, muti GUARITI, che sta DIMORANDO CON GESU’ da tre giorni. Una folla di limitati / deboli, che rappresentano le mie debolezze e limiti di cui Gesù se ne prende cura e guarisce.
Gesù le nostre debolezze le cura le accoglie, e non diventano un motivo di discriminazione ed esclusione / scarto.

Sento nella mia vita questo sguardo di compassione di Gesù?

MODO DI VIVERE LA COMPASSIONE – come Gesù

«Quanti pani avete?»    «Sette, e pochi pesciolini»
Gesù chiede “cosa abbiamo”, parte da ciò che abbiamo e siamo e non da un suo progetto prestabilito. Valorizza tutto di noi, anche se a noi sembra poco ed insignificante. Spesso ci svalutiamo, vediamo la situazione più drammatica di quello che è.
Gesù non si ferma ai nostri limiti, ma con il suo sguardo di COMPASSIONE E AMORE INCONDIZIONATO, sa aiutarci a dare il meglio di noi stessi, riesce a ottenere il massimo dalla nostre capacità.
CREA UNA MOLTIPLICAZIONE: UNA RINASCITA, ci fa essere un uomo nuovo, perché amati, non ripiegati sui propri limiti e peccati, ma fiduciosi in quello che si è e si ha.
L’AMORE FA MIRACOLI … MOLTIPLICA, FA RINASCERE

«Rese grazie»
UNO SGUARDO POSITIVO sulla realtà – PENSA POSITIVO.
Gesù non si ferma a ciò che non c’è, ma ringrazia di ciò che c’è (anche se a noi sembra poco ed insignificante).
Esempio: un giovane di 30 anni ha perso sua moglie (28 anni) per tumore, dopo 3 anni di dolorosa malattia. Mi ha detto al telefono:

«Sento la sua mancanza. Sono arrabbiato con Dio perché non capisco così tanto dolore e questa fine a soli 28 anni. Ma posso dire una cosa: sono stato fortunato … Francesca è stata e lo è ancora una donna fantastica, che mi ha amato veramente. La ringrazio per tutto quello che abbiamo vissuto insieme e soprattutto per il suo amore alla vita e come ci donava serenità e gioia».

Che tipo di sguardo ho sulla realtà e su me stesso? In cerca delle mancanze? O in un stile di ringraziamento?

 

EFFETTO DELLA COMPASSIONE

«Tutti mangiarono a sazietà»
La compassione- amore incondizionato (donato e ricevuto) è quello che sazia la nostra vita – VITA PIENA – GIOIA PIENA.
Possiamo rincorrere tante cose o esperienze nella vita, ma ciò che conta e desideriamo veramente è la compassione – l’amore incondizionato. Gesù è la fonte della compassione e dell’amore.

Noi siamo sazi nella vita? Abbiamo sperimentato questa compassione per noi?
Le nostre azioni e parole agevolano od ostacolano questa sazietà negli altri?

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