Le parole del Maestro non lasciano dubbi. Sarà un percorso duro e pericoloso ed in più risulteremo stranamente pericolosi tanto da doverci fare eliminare. Caspita avvisati siamo stati avvisati.

Noi

C’è però un pericolo più subdolo che si cela dietro le parole di Gesù e questo pericolo è tanto più grande perché risulta essere più nascosto e letale e siamo proprio noi.

Noi che nel tentativo di difenderci e difendere il Maestro iniziamo a costruire muri dentro i quali nasconderci. Riprendiamo l’insana abitudine di darci delle regole che invece di esserci di aiuto ci chiudono sempre più in gabbie sempre più strette.

Si potrebbe dire che i cristiani sono attaccati in modi diversi, uno dei quali può consistere nell’impedire che si conosca Gesù in modo adatto ai nostri tempi. Si mette avanti la gran quantità di riflessioni sulla dottrina e sulla Bibbia, Antico Testamento soprattutto, il lavoro e le idee di uomini, più che la realtà storica di Gesù Cristo.

Si vuole impedire di raggiungere Gesù storico e di rinnovare l’incontro con lui.

In pratica ci e Lo ingabbiamo in una sorta di delirio di autoreferenzialismo che snatura completamente il volto del Maestro.

Complicazioni.

Quante volte sosteniamo di essere i soli depositari della Sua parola e del Suo messaggio, quante volte ci rifacciamo a citazioni di poche righe molto spesso estrapolate dal contesto del discorso in cui normalmente sono inserite e le eleggiamo a dogmi granitici.

Così facendo non ci rendiamo conto che siamo i primi uccisori di Dio nel nome di Dio.

Gesù è un uomo libero, libero soprattutto dal pre-giudizio è un uomo contemporaneo solo nel momento in cui lo lasciamo parlare ed usiamo le Sue parole per contestualizzarlo nel nostro tempo che guarda caso è anche il Suo tempo. È Gesù stesso che ci dice che la vita eterna è ora, adesso, nella nostra attualità e nel nostro tempo e non nelle parole peraltro ispirate di persone, sicuramente sante, ma non altrettanto eterne.

Cercatori, continuiamo a cercare Gesù nelle nostre giornate, nei nostri lavori, nei nostri progetti e nelle nostre speranze. Lasciamolo libero di penetrare nei nostri giorni non attraverso dotte e sante citazioni ma nella povertà e semplicità della Sua parola, dei suoi gesti perché solo così il Maestro sarà finalmente attuale e storicamente presente…adesso.

Claudio

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