Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando.

Gesù sta attraversando la città di Gerico. Siamo di fronte ad un verbo all’imperfetto, che dice quindi una azione che continua nel tempo.

In questo tempo.

E non ha cambiato modi di fare il Signore. Continua ad attraversare la nostra città, quella in cui abitiamo. Per strada, che è il luogo dell’imprevisto, dove non c’è nulla di programmato, dove nulla è ovvio o scontato.

C’è la vita e la vita accade senza previsioni.

La strada è di tutti.

Non c’è una folla radunata e manovrata ad ascoltarti.

Bisognerebbe far leggere questo testo con tanta attenzione a coloro che sostengono che Dio è “contenuto” nei luoghi sacri. Dio è anche lì, certo, ma non solo.

Le cose più belle, Gesù le ha fatte in due luoghi per nulla chiesastici: per strada e a tavola.

 

quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco

Zaccheo è presentato come il capo dei pubblicani e come un uomo molto ricco. Per il suo particolare lavoro di esattore delle tasse è odiato, perché i pubblicani traevano grandi profitti estorcendo denaro al prossimo. Zaccheo non è considerato solo un peccatore, ma anche una persona impura e quindi un uomo escluso dalla comunione con il popolo di Dio.

 

 

cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura

Non ci viene detto il perché.

Zaccheo vuole vedere Gesù punto e basta.

Non si fida di quello che la gente dice, non si cura dei pettegolezzi e dello sterile passaparola.

Vuole vederlo coi suoi occhi!

Mi sono chiesto cosa io desideri vedere in questo momento. Mi sono scavato dentro per vedere quale sia il mio desiderio più profondo e vero. Ho il desiderio di vedere Dio con lo stesso ardore di questo ragazzo?

Ho il desiderio della vera Vita?

Vorrei imparare ad ascoltarmi e a desiderare ciò che c’è di più profondo e di più vero in me stesso.

Zaccheo è piccolo di statura. Vede solo schiene e fondoschiena.

Ma il suo desiderio supera tutto il resto.

Ho ripensato alle mie piccolezze e ai miei limiti. E mi sono detto:

“Posso anche essere meschino, pieno di debolezze, peccatore. Ma quello che conta è il desiderio che ho nel cuore. Dio guarda quello”

È fantastico questo palpito della ricerca, questo essere cercatori di senso.

Avere desiderio di Dio, in fondo, è già vederlo.

 

Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.

Un gesto indegno per un ricco.

L’arrampicata.

Ma tanto è il desiderio di vederlo che non ha né paura né vergogna di dichiararsi. Non gli importa della gente.

Mi sono chiesto: io sono condizionato dal parere e dal giudizio degli altri? Beh… un po’ sì! Ma almeno: sono disposto a fare gesti un po’ da pazzi per Lui?

 

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo

Solitamente Dio guarda noi dall’alto.

Ora è il contrario.

E di solito chi sta in basso…è colui che serve.

Gesù è Colui che ci serve!

È Lui che alza lo sguardo e prende sempre l’iniziativa per primo!

Zaccheo incrociando il suo sguardo si sente voluto e sognato.

In una parola: amato.

Che differenza può esserci in uno sguardo!

Molte volte sperimento sguardi approssimativi e frettolosi dalla persone con cui mi relaziono.

E chissà quante volte il mio sguardo è così assente.

Ma poi c’è Gesù.

Occhi che penetrano il cuore.

 

e gli disse: «Zaccheo scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.»

Lo chiama per nome. Come ha fatto con pochi: Pietro, Giuda, Marta e Simone. Zaccheo per Gesù è importante come tutti gli altri!

Forse per qualcuno è scioccante, ma Dio preferisce i ragazzi di strada problematici ai bravi ragazzi devoti!

Mi sono chiesto cosa mai possa aver pensato Zaccheo di fronte a tutto ciò.

Forse: “Che sorpresa: Dio ha occhi per uno come me!”.

“Devo venire a casa tua”.

Non “vorrei”.

DEVO.

È una necessità di cuore fermarmi da te, con te.

E Gesù entra nella casa così com’è, senza pretendere chissà che cosa, senza preavviso. È proprio “l’Emmanuele, il Dio con noi”.

Entra in casa, il luogo più intimo che c’è: Gesù vuole entrare nella tua intimità, nei tuoi affetti così come sono, senza che tu abbia bisogno di prepararti prima o di nasconderti.

E poi segue un gesto di amicizia: la condivisione del pasto.

Non gli propone corsi di catechismo accelerato per convertirlo in fretta.

Non un’udienza pubblica, ma un incontro pieno di affetto e premure.

Voglio solo stare con te.

 

Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».

Siamo di fronte ad un Gesù che si compromette col peccatore.

Gesù si sporca sempre le mani. Proprio per questo sarà crocifisso: per i giudizi e le condanne. Teniamo conto che stiamo meditando il Capitolo 19 di Luca, siamo verso la fine del Vangelo. Ci troviamo dunque davanti ad un testo che anticipa ciò che avverrà di lì a poco: sarà messo a morte.

Gesù si compromette per me!

Gesù si compromette per te!

Ci hai mai pensato?

Lo fa sul serio, non a parole.

 

Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».

Zaccheo supera la legge del libro del libro del Levitico (Lv 5,20-26) che dice che chi ha rubato deve restituire la somma sottratta aggiungendo un quinto.

Restituisce quattro volte tanto!

Follia!

Cambia completamente vita.

CUORE ROTTAMATO DA UNO SGUARDO

E allora… La sproporzione di amore ricevuto si vede da come mi comporto con gli altri!

Quando abbiamo il coraggio di esporci, di salire su un sicomoro, allora abbiamo la possibilità di incontrare lo sguardo di Gesù sentendoci abbagliati, così cambieremo vita davvero!

Zaccheo ora pensa in modo diverso. Ha un altro sguardo. Nei versetti appena precedenti Gesù ha guarito il cieco. Interessante.

Aprici gli occhi Signore. Donaci uno sguardo nuovo sulla nostra vita e su quella degli altri. Facci vedere le cose come le vedi Tu!

 

Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Oggi!

La salvezza non è domani, non è in Paradiso, non è in chissà quale apparizione avrò, è oggi!

Sono rimasto colpito dalle parole della poetessa Margherita Guidacci: “Mentre guardavo alternamente dalle due grandi finestre affacciate sul passato e sull’avvenire, i ladri entrarono indisturbati nella stanza e mi derubarono di tutto il presente”.

Zaccheo “cercava di vedere Gesù”.

Gesù “cerca chi è perduto”.

Zaccheo e Gesù cercano.

Ho pensato che le tre parole chiave che possiamo portare a casa da questo brano potrebbero essere queste: desiderio, sguardo, ricerca.

Ho ripercorso anche i luoghi di questo racconto: la città, la strada, l’albero, la casa. Cose ordinarie.

Perché Dio non abita solo nei cieli.

Perché Dio non è il dio contenuto nelle statue.

È piuttosto il Dio del reale, della vita.

 

Incontrare Gesù non è mai come pensi tu.

Incontrare Gesù non è mai come la volta precedente.

Incontri Gesù dove meno te lo aspetti!

Lasciamoci sorprendere da Lui!

 

Non crediamoci quando qualcuno ci parla di Dio in modo noioso. Dio è Adrenalina pura!

 

E qui ci sta una provocazione: Siamo troppo presi a dire e raccontare che Gesù è in chiesa oppure lo portiamo anche in giro, dove c’è la quotidianità più spiccia?

Un cristiano che non bazzica mai la strada finisce col chiudersi in casa trasformandola in un luogo sicuro, ma forse troppo chimicamente disinfettato.

 

E poi una suggestione. Zaccheo è riuscito a vedere Gesù salendo su un sicomoro. È grazie al sicomoro che vede Gesù.

Chi è allora il cristiano se non quel sicomoro tramite il quale gli altri vedono e incontrano Gesù?

Sono un sicomoro con le radici robuste affondate nel buon terreno della Parola di Dio?

Sono un sicomoro che permette agli altri di “arrampicarsi” per scorgere quella bellezza?

 

(Da Alex Arena, Ho una parola di Dio per te, Ibiskos Risolo 2017, pagg. 58-64)

 

https://www.facebook.com/TiDevoTuttoSignore/?ref=br_rs

Luca 19,1-10

 Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

 

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