27 giugno 2021
V DOMENICA DOPO PENTECOSTE (B)
Giovanni 12,35-50

Riflessione a cura di don Erminio Villa.

1. Dio nascosto

Siamo a una svolta del Vangelo di Giovanni: finisce la rivelazione pubblica e inizia quella riservata ai discepoli. Finisce il libro dei segni, compiuti perché gli uomini credano, e iniziano gli scontri della realtà.“Se ne andò e si nascose!”. Dio si nasconde non per aumentare la nostra fatica, ma per garantire la nostra libertà. Il Dio evidente, abbagliante, può essere ubbidito, assecondato, ma non sarà amato, perché l’uomo non ama chi si impone nella sua vita.Dio è nascosto perché preferisce la nostra libertà alla nostra ubbidienza, vuole liberarci dal nostro cuore di servi per darci un cuore di figli. Il vangelo riporta lo stupore di Giovanni: “Sebbene avesse compiuto segni così grandi, non credevano in Lui”. I miracoli non servono alla fede. Abbiamo condizionamenti più efficaci di cento miracoli:“Credevano ma non osavano affermarlo. Amavano la gloria degli uomini più della gloria di Dio”, Appaiono da subito i credenti omologati al pensiero dominante, i credenti mimetizzati, indistinguibili dagli altri. E non scompariranno più dalla Chiesa. Duro monito anche per noi, che amiamo le idee di moda, senza respiro, ma sulla bocca di tutti per essere apprezzati dal più gran numero. 

2. Cristo come luce

I primi versetti del vangelo: camminate mentre avete la luce, perché chi cammina nelle tenebre non sa dove va, sono un appello urgente a camminare nel mondo secondo il Vangelo. Perché tanti camminano, ma hanno perso la nostra stella polare. Parole, gesti, scelte, che si vedono in noi o attorno a noi, spesso c’entrano poco col vangelo, che dice semplicemente il contrario. E Gesù aggiunge: “se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno, non sono venuto per condannare ma per salvare il mondo!”. L’amore è rifiutato, non è ascoltato, eppure continua ad amare e continua a salvare. La luce è venuta, le tenebre non l’hanno accolta, ed essa continua a splendere. Il giudizio di Dio su di noi è la Croce, la dichiarazione di amore fino all’estremo. La sua vendetta sul mondo che non crede, è stata di inventare la Croce. 

3. La missione: dare vita

Ecco com’è il giudizio di Dio: dare la vita per chi lo condanna a morte. “Sono venuto per salvare il mondo” e salvare vuol dire conservare. Dio conserva questo mondo e noi e ogni pensiero buono e ogni gesto grande e neppure un capello del nostro capo andrà perduto, neanche un filo d’erba, neanche un filo di bellezza scomparirà nel nulla, ma sarà consegnato alla Vita. Non ci condannerà, il suo giudizio sarà finalmente, fino in fondo al cuore luce. Quello che dico, conclude Gesù, mi ha ordinato il Padre di dirlo e io so che il comando di Dio è vita. Il mistero di Dio è nel cuore della vita: nascere, amare, dubitare, credere, accogliere, perdere, gustare, stupirsi, osare, morire, dare la vita, lì c’è Dio. C’è una vita di terra dentro di noi e una vita di cielo; una vita come istinto di conservazione e di difesa e una come istinto di dono e di comunione. Ed è questa che porta in sé il respiro di Dio, il respiro della salvezza e va, sospinta dal vento del Vangelo, verso il profondo e verso l’eterno!

-- 
don Erminio

Commenti

(function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-60967609-1', 'auto'); ga('send', 'pageview');