Lucas Cranach il Vecchio | Cristo e la donna adultera

16 febbraio 2020
PENULTIMA DOPO L’EPIFANIA
Giovanni 8, 1-11

Riflessione a cura di don Erminio Villa

1. Distinguere l’errore dall’errante

Passo commovente e sorprendente, che cancella definitivamente una certa immagine di Dio, simile ad un carabiniere o ad un giudice sdegnoso. Evidentemente chi non lo conosce potrà rimediarvi con la lettura integrale e frequente del testo… In questo brano troviamo il fondamento delle famose parole di San Giovanni XXIII, che parlava di distinguere l’errore dall’errante”: la donna è perdonata ed è ridonata a se stessa, alla vita, alla speranza. E’ ciò che accade pure a noi quando riceviamo il perdono sacramentale. 

Il male non è accettato come se fosse nulla, anzi è condannato con chiarezza: c’è il comando di evitarlo, perché come male fa male all’uomo stesso. Di ciò dovremmo ricordarci più frequentemente; infatti le sofferenze più grandi della nostra vita hanno quasi sempre origine dai nostri peccati. 

2. È una rivoluzione d’amore, di accoglienza, di speranza. 

Il cuore del testo è il dialogo breve e folgorante tra Gesù e la donna. Un amore gratuito che guarisce il cuore, cambia le relazioni con Dio e con gli uomini. La bellezza della misericordia di Dio fa comprendere quanto sia assurdo impelagarsi nel male. Bisogna riconoscere che anche la Chiesa fatica a perdonare così largamente come Gesù: basta vedere con quanta fatica Papa Francesco cerca di aiutarci a convertirci a questo modello.

Racconta l’evangelista che, a un certo punto, se ne vanno tutti, cominciando dagli anziani. È calato il silenzio, Gesù rimane solo con la donna e si alza, con un gesto bellissimo! Si alza davanti alla adultera, come ci si alza davanti ad una persona attesa e importante. Si alza in piedi, con tutto il rispetto dovuto a una presenza regale. Si alza per esserle più vicino, nella prossimità, occhi negli occhi, e le parla. Nessuno le aveva parlato prima. Lei e la sua storia, lei e il suo intimo tormento non interessavano. E la chiama Donna col nome usato per sua Madre. Non è più l’adultera, la trascinata, è la donna.

3. Soltanto così anche noi possiamo trovare l’equilibrio tra la regola e la compassione…

immergendoci nella concretezza di un volto e di una storia, non in un’idea o una norma, imparando dall’intimità e dalla fragilità, maestre di umanità. Dove sono quelli che sanno solo lapidare e seppellire di pietre? Non qui devono stare. Il Signore non sopporta gli ipocriti, quelli delle maschere, del cuore doppio, i commedianti della fede; e poi accusatori e giudici. Come sono scomparsi quel giorno, devono scomparire dal cerchio dei suoi amici, dalle navate delle chiese, dalle stanze del potere. 

«Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». Gesù adesso scrive non più per terra, ma nel cuore di quella donna, e la parola che scrive è: futuro. E la donna di colpo appartiene al suo futuro, alle persone che amerà, ai sogni che farà. Il perdono di Dio apre sentieri, rimette sulla strada giusta, fa fare un passo in avanti verso il futuro. Non è un colpo di spugna sugli errori del passato, ma è un colpo d’ala verso il domani, un colpo di vento nelle vele della mia barca. 

Allora Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Sono solo sei parole, ma bastano a cambiare una vita! Gli altri uccidono, lui indica passi; gli altri coprono di pietre, lui insegna sentieri. E d’ora in avanti… ciò che sta dietro non importa più. 

Il bene possibile domani conta più del male di ieri. Dio perdona come un creatore. Tante persone vivono in un ergastolo interiore, schiacciate da sensi di colpa per errori passati. Gesù apre le porte delle nostre prigioni, smonta i patiboli su cui trasciniamo noi stessi e gli altri. Lui sa bene che solo uomini e donne liberati e perdonati possono seminare libertà e pace. Dice a quella donna (e oggi a noi): Esci dal tuo passato. Tu non sei l’adultera di questa notte, ma la donna capace ancora di amare, di amare bene. E di conoscere più a fondo di tutti il cuore di Dio. 


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