26 dicembre 2021
II giorno dell’OTTAVA DI NATALE (C)
Giovanni 15,18-22

Riflessione a cura di don Erminio Villa.

1. Scelti ed educati ad amare

Abbiamo ancora in mente e nel cuore le parole deliziose che abbiamo sentito da Gesù: “Io ho voluto scegliervi. E vi ho scelti con questo intento: donarvi la mia amicizia”.

Qui, però, abbiamo sentito dire da Gesù cose che hanno un sapore assai meno delizioso: “Avrete odio, avrete persecuzione”. C’entra sempre la scelta del Signore: infatti, a proposito della sua scelta Gesù precisa una caratteristica dalle conseguenze molto preoccupanti: “Vi ho scelti io dal mondo”. Questa scelta ha comportato un cambio di cittadinanza: l’abbandono del mondo, che ha l’odio come logica, come legge, come stile di vita e il passaggio allo schieramento opposto, il passaggio a quel mondo, che ha invece l’amore come logica, come legge, come stile di vita.

2. Scegliamo di essere/restare amici di Gesù

Deve esserci pertanto chiara questa cosa. Se si è amici di Gesù ci si apre davanti una prospettiva esaltante: l’amore di Gesù, che è l’amore massimo; la comunione d’amore con gli altri; il godimento della paternità di Dio con tutta la sua sollecitudine.

Ma anche: se si è amici di Gesù ci si apre davanti certamente un’altra prospettiva tutt’altro che esaltante: l’ostilità, l’assalto, l’aggressione del mondo contrapposto, il mondo che odia Gesù, odia la realtà di amore, proposta e promossa da Gesù; il mondo che odia gli amici di Gesù, perché scorge in loro dei traditori, che sono passati al campo opposto.

E quanto è facile che questa presenza minacciosa di questo mondo dell’odio diventi negli amici di Gesù preponderante e porti a perdere il senso e il valore della sua amicizia!

3. L’amico Gesù ci manda il suo Spirito

L’amico Gesù lo sa: conosce bene la malvagità del mondo dell’odio, perché ne ha fatto esperienza personale. L’amico Gesù conosce anche molto bene la nostra fragilità: quella sera nel cenacolo con estrema chiarezza vide quali sarebbero state le scelte degli amici, che aveva accanto: tradimento, rinnegamento, fuga… In ogni momento conosce anche le nostre fragilità.

Perciò in ogni momento Gesù ci mette sotto l’azione del suo Spirito, che ha una missione specifica: mentre noi ci misuriamo con l’odio del mondo e le paure, che esso suscita in noi, mentre siamo tentati di vedere solo questo e di tenere conto solo di questo, lo Spirito di Gesù tiene desta in noi la consapevolezza dell’altra prospettiva, che ci è assicurata in quanto amici di Gesù: l’amore di Gesù, che è l’amore massimo; la comunione d’amore con gli altri, il godimento della paternità di Dio con tutta la sua sollecitudine.

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don Erminio

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