Buona epifania a tutti. La tradizione chiama questa giornata la festa della befana, simpatica vecchietta che porta piccoli doni e che contemporaneamente ci invita a riprendere la vita di tutti giorni dopo quasi due settimane di ritmo festivo e festoso. Rileggo e penso ” sono proprio un milanese imbruttito ” che pensa sempre al lavoro o lauraà in milanese.

Magi o magia.

Per fortuna le scritture mi distolgono da questo non proprio sano pensiero. Oggi è dunque l’epifania intesa come la festa dei Magi, quelle persone venute da lontano guidate da una stella per incontrare il bambino appena nato. Magi, figure di sapienti che si fidano degli astri quindi sarebbe facile collocarli a cavallo fra la scienza e la magia. Scienza rappresentata dalla loro conoscenza e magia rappresentata da quel loro fidarsi dei segni che li portano a destinazione. Effettivamente un interpretazione interessante, ma a me ha colpito di più un altro orizzonte.

Fede e ragione.

I Magi sono dei sapienti, delle persone importanti venute da un mondo lontano ma molto più vicino di quello che sembra. Sono figure che rappresentano il sapere umano, la conoscenza, lo studio, l’arte, la ricchezza che sfocia nell’opulenza. Sono insomma un po’ quello che ciascuno vorrebbe in cuor suo essere. Ricchi, sapienti e famosi quel tanto che basta da essere accolti da un re. Sono il meglio con cui l’uomo si può rappresentare, l’uomo che con la sua conoscenza si è costruito e arricchito sono la RAGIONE. Di contro il bambino appena nato è il frutto della fede della sua mamma e del suo papà, umile non certo abbiente, nato in una stalla per scelta e non per disattenzione; Gesù bambino la FEDE.

Incontro.

Qui fede e ragione si incontrano sono faccia a faccia. La tradizione vuole che la ragione si prostrò alla fede e questo, secondo me, a creato grandi tensioni e fraintendimenti. Io penso che nessuna delle due si prostrò all’altra nel senso che una sia superiore all’altra. Penso invece che entrambe su prostrino a vicenda, in un inchino di rispetto reciproco. 

Non può esserci fede senza una ragione che la ricerchi e non può esserci ragione senza una fede che la sostenga. Un piccolo esempio nel mio lavoro capita spesso di sostituire una terapia farmacologica, antibiotica ad esempio ( così i mie colleghi e maestri infettivologi saranno contenti ), fidando nel fatto che questo nuovo farmaco che ha una sua ragionevole caratteristica funzioni. Cosa voglio dire: semplicemente che mi fido, ho fede, che la caratteristica studiata e creata dall’uomo di quella molecola, la ragione, agisca portando beneficio. Un incontro quindi fra le due e non una gara a chi sia più forte.

Come l’incontro dei Magi con il bimbo. Tante volte anche noi trovandoci di fronte ad un bambino ci siamo chinati verso di lui e lui si è stirato verso di noi in un reciproco sforzo di incontro e nessuno ha mai inteso il nostro chinarci come gesto di sottomissione anzi.

Ecco mi piacerebbe oggi recuperare proprio questo nell’incontro dei Magi con Gesù questo naturale tendersi gli uni verso l’altro per conoscersi e apprezzarsi. Così come fede e ragione nel conoscersi, apprezzarsi e rispettarsi possono veramente creare un orizzonte di senso in cui sarà l’amore rispettoso a  regnare  e non l’odio in nome di una finta religione o di una sbiadita ed illusoria ragione.

Claudio

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