arcabas

Vivere il tempo quaresimale come tutti gli altri periodi dell’anno sarebbe come cam-minare in mezzo a un giardino d’estate senza sentirne i profumi, guardare un qua-dro senza vederne i colori, ascoltare musica senza sentirne le melodie.
Grazie quindi alla Chiesa, che ogni anno ce lo ricorda e che offre alla nostra libertà di farci guidare in questo cammino di meditazione e di speranza.

Quest’anno è Padre Ilario Rudello, degli Oblati Missionari di Rho, che ci accoglie e ci accompagna in questo tempo di Quaresima, e mai come in questo caso diventa im-pegnativo condividere, con chi non era presente, lo spirito e il racconto di questi Esercizi Spirituali. I suoi interventi, così intensi e sofferti, le sue parole così piene di fede e di amore, ci hanno emozionati e commossi, facendo nascere dentro di noi sen-timenti inespressi e, forse, inesprimibili.

In questo Anno Giubilare il filo conduttore che ha legato e tenuto insieme tutti i suoi interventi è stata la “misericordia di Dio”, declinata nei tanti aspetti in cui si può manifestare nella nostra esistenza.
Passi del Vangelo e della Bibbia, riflessioni di Papa Francesco e di altri Papi che Lo hanno preceduto, la Lettera Pastorale del Cardinale Scola sono stati tra gli spunti scelti da Padre Ilario per parlarci dell’amore misericordioso di Cristo, culminato nell’estremo sacrificio della Croce.

Il perdono, prima manifestazione dell’amore di Dio Padre attraverso il volto del Figlio, ci invita a mantenere fisso lo sguardo su di Lui per attingere la forza di imitarLo nel cammino della nostra vita e seguirlo sulla strada della misericordia.
Padre Ilario ha fatto sue le parole di Papa Benedetto invitandoci alla preghiera, individuale e comunitaria, argine e muro contro il Male che in questi tempi sembra voler prevalere. Preghiera e ascolto della Parola. Le nostre armi per difendere la nostra Fede.

La Croce. Simbolo e culmino della Misericordia di Dio. Le parole di Padre Ilario si tingono di struggente emozione quando parla del volto martoriato di Cristo, archetipo e modello del volto di ogni uomo. “Ecco l’Uomo”, “Ecce homo” dice Pilato, ignaro di stare mostrando al popolo non l’umiliazione, ma la gloria di una Morte e Resurrezione che salverà il mondo.
Comprendere l’amore di Gesù in tutte le Sue “dimensioni”, imitarLo nella misericordia, cercare di assomigliarGli sempre di più, imparare a guardare la vita, i fratelli, incrociando il Suo sguardo. È questo l’incontro con Cristo che ci cambia la vita, ci chiama alla spiritualità, essenza stessa della nostra esistenza, e ci dona l’amore, senza il quale l’uomo non può vivere, un amore trasfigurato e nobilitato quando si innesta nel Suo.
Ma chi è il vero cristiano, come si manifesta nella sua vita di tutti i giorni? “Vi riconosceranno dall’amore che avrete gli uni per gli altri” dice Gesù ai Suoi discepoli, e dall’amore, solo dall’amore, può nascere la vera misericordia.

Un amore che è tenerezza, comprensione e magnanimità, un amore che non giudica ma perdona, un amore che da pace a chi lo dona e a chi lo riceve.
È questa la “mentalità” che, come ci dice il nostro Cardinale, dovrebbe pervadere la vita del cristiano, perché diventi strumento e manifestazione della misericordia del Padre attraverso il Figlio.

L’Eucarestia, Misericordia accolta e testimoniata. L’ultimo intervento di Padre Ilario è un forte richiamo alla concordia, al perdono reciproco, alla generosità. Ci troviamo tutti intorno a una “tavola celeste” per l’Ultima Cena, ammirati e sgomenti dall’immensità e dalla profondità dell’Amore di questo Amico, che offre la vita per noi e per la nostra salvezza.

Il padre ci invita a “vedere” insieme a lui, con gli occhi della Fede, l’Ostia consacrata che il sacerdote alza durante la Messa, sentiamo, attraverso la sua emozione, la presenza viva di Cristo in mezzo a noi, e il nostro sguardo va al Crocifisso che, con la Sua Passione, Morte e Resurrezione, ha vinto il Male e ci ha donato la Misericordia del Padre.

Lascio la chiesa profondamente commossa: le preghiere e i canti della Compieta, le parole ardenti di questo predicatore, innamorato di Cristo e della Sua Croce, i suoi gesti, la sua benedizione, resteranno tra i miei ricordi più intensi di questa Quaresima. E non soltanto per me, ne sono certa.

Mietta Gonfalonieri

 

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