Gesù e centurione

Potenza della fede e consapevolezza della persona. Queste sono due caratteristiche che mi colpiscono in questo brano di Marco.
Consapevolezza. 
Il centurione sa chi ha di fronte. Lo sa non solo perché ormai questo ebreo mezzo matto sta diventando famoso ma lo sa perché lo conosce. Potremmo dire con una parola che oggi va di moda che tra questi due uomini esiste dell’empatia, una sorta di conoscenza istintiva, immediata che li porta immediatamente sullo stesso piano. Il centurione riconosce in Gesù se stesso. Sa per esperienza che Gesù è nelle sue stesse condizioni ha un riferimento – il Padre – e una certa autorità. Autorità che però anche per lui, per Gesù, non è autorità autoreferenziale ma è data Lui proprio dal suo Capo. Che poi il capo sia l’imperatore o il Padre poco importa i due uomini sono simili, esercitano autorità per conto di un mandato. Si conoscono e si capiscono immediatamente. Si incontrano per la prima volta ma sanno perfettamente chi sono e si rispettano al punto tale che il centurione sa che il Maestro si contaminerebbe se entrasse in una casa pagana e per questo lo tiene fuori. Lo protegge dai suoi stessi amici. Come si conoscono questi due e lo dico con una leggera punta di invidia. Se anche io arrivassi a conoscere Gesù così come il centurione….
Fede.
La fede nasce dalla conoscenza e dall’incontro. Non può esistere Fede se non si conosce con chi si ha a che fare. Per questo il centurione arriva a Gesù. Non lo fa ne per curiosità ne per metterlo alla prova ma lo fa per il bisogno di incontrarlo e proprio dall’incontro nasce quell’empatia che porta i due uomini allo stesso livello, a quel livello di fiduciosa conoscenza che diventa fede. La fede, amici, altro non è che una conoscenza reciproca. Non si può aver fede nel sentito dire o nel mi pare si adatti più al mio stile. Gesù va incontrato, vissuto in una relazione di costante interscambio. Lui non è il dio giudice che da ragioniere ci dirà se siamo stati più bravi o più cattivi…no proprio no. Gesù è l’espressione dell’incontro con le persone è la voglia di Dio di stabilire una conoscenza profonda con l’uomo tanto profonda da fondersi nell’uomo proprio come Gesù. Proprio come nell’incontro con il centurione.

Claudio

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