Un brano breve ma non per questo privo di spunti e perché no anche di gossip.

Gossip.

Io e penso anche molti altri, siamo sempre stati indotti a ritenere Gesù figlio unico eppure in questo brano e in quello corrispondente di Matteo si parla di fratelli e sorelle, quindi Gesù non è figlio unico. Secondo una teoria della moderna esegesi questi non sarebbero fratelli di sangue ma fratellastri figli del primo matrimonio di Giuseppe che poi rimasto vedovo avrebbe prima accolto e poi sposato Maria. Questa teoria ripropone ed ammette quindi che Gesù avesse fratellastri. Questo vuol dire che è cresciuto in una famiglia con tutte le dinamiche comuni dei rapporti con fratelli e sorelle e questo, a me personalmente piace perché lo rende ulteriormente umano ma questo vuole anche dire che Gesù conosce perfettamente la relazione fratello-fratello. Vuol dire che sa la fatica e la gioia di avere dei complici ma anche dei concorrenti, degli amici ma anche dei nemici come solo i fratelli sanno essere. Sa che si possono avere fratelli che sono pronti a tutto l’uno per l’altro ma anche che vi sono fratelli che si dimenticano totalmente e volontariamente l’uno dell’altro. Insomma il Maestro sa cosa sia la relazione di fratellanza e non l’idealizzazione di una relazione.

Spunti.

Da questa perfetta conoscenza della relazione parte Gesù. Gesù si pone al centro dell’immagine ma fuori dalla casa. Gesù esce dal riferimento domestico, dal luogo per definizione dei rapporti di fratellanza, e come al solito lo completa e lo amplifica. Gesù stabilisce una nuova relazione di fratellanza che ha Lui come centro e non il rapporto di sangue che lega le persone. La nuova e completa fratellanza è basata su di Lui e sulla Sua Parola due elementi molto più stabili, e perché no sicuri, perfino del sangue. Gesù ci invita a prendere parte a questa relazione, a diventarne elemento costitutivo se lo lasciamo al centro, se lo poniamo punto focale della nostra esistenza se abbiamo il coraggio di uscire dalle nostre case e dalle nostre stereotipate relazioni, senza paure e senza timori, per scoprirci finalmente e veramente fratelli.

Claudio

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