In quel giorno dell’addio Gesù compie due gesti.

Apre la mente alle Scritture, rende i suoi discepoli capaci di comprendere e di camminare con le proprie gambe.

Conferma la promessa del Padre: il dono dello Spirito Santo per guidarli e sostenerli da oggi in avanti.

Gesù dona lo Spirito Santo per aiutarli nella fede dopo la sua assenza. Lui torna al Padre, ma non li lascia orfani. Il dono dello Spirito Santo è il culmine di tutto il percorso educativo che ha fatto fare ai suoi discepoli, rendendoli testimoni, evangelizzatori, ovvero capaci di accompagnare altri ad incontrare il Risorto. Gesù si rivolge a discepoli pieni di paura, turbati e pieni di dubbi e li conferma aprendo la loro mente alle Scritture. come ha potuto Gesù fidarsi di persone piene di dubbi e paure per farli testimoni della sua Pasqua, che non hanno ancora capito?

Gesù conosce le nostre fragilità, se ne prende cura aprendo la mente e promettendo lo Spirito Santo. Le nostre fragilità non sono un impedimento per diventare testimoni della sua Pasqua, anzi … Lui ci riveste di potenza dall’alto e nella nostra debolezza manifesta la sua forza. Gesù non ha bisogno di discepoli perfetti, di super-apostoli, di eroi, di marines, ma di uomini con le loro paure e dubbi.

Dice san Paolo: “Quando sono debole è allora che sono forte”. Se non fossimo deboli e limitati non ci sarebbe bisogno dello Spirito Santo, saremmo già altezza del servizio della testimonianza. Grazie Gesù per la nostra debolezza, perché ci dai la possibilità di far abitare lo Spirito Santo nella nostra vita. Conoscendo i nostri limiti Gesù non si concentra su di essi, ma ci spinge ad uscire fino ai confini della terra. Come mai?

Di solito, ci dicono, che prima bisogna essere maturi e formati per poi uscire e testimoniare; Gesù non segue queste indicazioni umane, ma spinge i suoi discepoli, dubbiosi e paurosi e rivestiti di potenza dall’alto, ad uscire subito senza ripiegarsi in se stessi e pensare prima a risolvere le proprie debolezze per poi farsi evangelizzatori. Gesù, anzi, suggerisce l’uscire e la testimonianza come terapia per i propri dubbi e paure … niente di più vero!!!

Sei nel Dubbio … annuncia; sei nella paura … testimonia.

Se aspetti che ti passino i dubbi e le paure non potrai mai essere ne testimone ne evangelizzatore; i dubbi e le paure ti resteranno per sempre. Lo scopo non è aspettare che spariscano dubbi e paure per evangelizzare, ma affidarsi allo Spirito Santo e vedere come trasforma le nostre paure e dubbi in gioia e lode. Non è che prima si matura e si tolgono la paura e i dubbi e poi si evangelizza, ma è evangelizzando che lo Spirito ti rende testimone e ti riveste di potenza dall’alto.

L’evangelizzazione non è il frutto di un cammino cristiano, ma il cammino stesso di maturazione.

pFra

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