Ho sete! Questo è il messaggio che il Maestro lancia oggi. Lo lancia quasi sussurrando, discretamente e lo affida alla persona più improbabile che poteva incontrare, nel luogo meno consono – samaria – nell’ora più assurda. Perfetto tutto in pieno stile Gesù di Nazareth.
Samaritana. 
È certo la persona più improbabile primo perché donna, secondo perché straniera, terzo perché peccatrice…e lo sa. Proprio per questo va al pozzo nelle ore più assurde per evitare contatti imbarazzanti. Perfetto il piano della donna collaudato da tempo, perfetto ma non tiene conto della sete del Maestro.
Ho sete.
Chiara senza giri di parole, semplice la richiesta di Gesù: “ dammi da bere “. La stessa frase verrà ripetuta da Gesù sulla croce in un momento terribile della sua esperienza umana ma non meno intenso di questo.
Ho sete ripete e chiede alla donna di soddisfare la sua sete. Di aiutarlo nella sua condizione umana, di aiutarlo a meglio conoscere l’uomo e il suo mondo. Ho sete…richiesta normale e naturale che non verrà però soddisfatta perché da lì un avanti si aprirà un dialogo tenerissimo che li porterà a conoscersi a vicenda. La donna scoprirà la verità su Gesù, il Maestro scoprirà un po’ di più la natura umana fatta di fatiche, di scivoloni, di inciampi ma non per questo non priva di verità – non sono sposata -, di tentativi di normalità- ho avuto 5 mariti -. Insomma Gesù scopre lentamente cosa vuol dire vivere da uomo e la donna scopre lentamente cosa vuol dire incontrare Dio.
Ho sete.
Stessa frase detta dall’alto della croce. Questa volta quasi urlata, detta con la sensazione di fine imminente, con la morte a due passi e questa volta soddisfatta con una spugna imbevuta di acqua e aceto.
Due risposte: una non soddisfa ma apre ad una coscienza profonda; l’altra soddisfa ma non ammette relazione, chiude al discorso con una certa arroganza. Nella prima la sete si estingue nella creazione di una relazione, nella seconda nella esecuzione frettolosa di un bisogno.
Quale sarà la nostra risposta:
ho sete….

Claudio

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