Io mi chiamo Francesco.

Lo so perché “da sempre” qualcuno, mia mamma e mio papà, mi ha chiamato con questo nome, mi è stato donato non me lo sono imposto io.
La carta d’identità conferma il mio nome: Francesco.

Gesù, nel giorno del suo battesimo, ha capito la sua identità “Figlio mio l’amato” e anche la sua missione, da quel giorno inizia a predicare e ad essere un rabbi itinerante. Tutto questo non è autoconvinzione, ma una scelta del Padre.

battesimo

L’identità vera ed autentica ti viene rivelata in un incontro in cui scopri di essere amato da qualcuno: sentirti amato. Solo chi si sente amato capisce chi è, e trova il coraggio di amare: inizia a vivere la sua missione nel mondo.

Per capire, in un qualche modo, la mia identità ho bisogno di guardarmi allo specchio … di confrontarmi con qualcuno … Gesù col Padrenoi con Gesù, la pietra d’angolo che fa da fondamenta alla mia vita.
Quando scopro chi sono, riconosco la mia missione.

La mia missione: essere me stesso … la mia identità … il mio modo di amare.

Alla fine della vita non ci verrà chiesto se abbiamo fatto bene il nostro lavoro, se siamo stati dei bravi genitori o dei buoni preti, ma se saremo stati veramente ed autenticamente noi stessi: Francesco, Maria, Carlo, …

Tutti abbiamo un’identità … quindi tutti abbiamo una missione, ma solo l’Amore, ricevuto e donato, può rivelarci chi siamo e per quale scopo viviamo.

SOLO L’AMORE RESTA.

p Francesco

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