C’è una grande domanda questa domenica, che risuona da duemila anni: “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?” (At 19,2a). E’ una domanda che Paolo rivolge a dei credenti; è rivolta anche a noi. La risposta lascia sbigottiti: “Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista una Spirito Santo” (At 19,2b). Che non capiti di rispondere anche noi in questo modo!

Eppure quanti cristiani potrebbero trovarsi spiazzati nel rispondere a questa domanda! Quanti coloro che nonostante abbiano una vita sacramentale, vivono la comunità di cui sono membri attivi, hanno una preghiera costante, non conoscono però lo Spirito Santo?! Dobbiamo riconoscere con molta sincerità che riguardo la pneumatologia nella teologia – e nella pastorale – cattolica siamo in (grave)ritardo. Davvero lo Spirito Santo – poverino! – è il Grande Sconosciuto. La Chiesa, il cristiano, senza lo Spirito Santo è destinato all’anemia spirituale!

E’ proprio lo Spirito ad essere “l’alleanza nuova” (Eb 9,15a) di cui Cristo “è mediatore” (Eb 9,15a). Lui è “mosso dallo Spirito” (Eb 9,14a); la sua esistenza è stata pneumatica, espressione carismatica della Vita Nuova che Egli è venuto a promettere, mantenendola. Il cristiano, proprio in virtù dell’unzione che ha ricevuto sacramentalmente e che continua a ricevere carismaticamente, è reso alter Christus. Il cristiano è letteralmente – e non solo – unto. Noi siamo unti; sopra di noi c’è l’unzione. Il cristiano si muove e agisce nell’unzione spirituale.

La testimonianza del Battista ci fa guardare l’ “Agnello di Dio” (Gv 1,29a), “Colui sul quale è disceso e rimasto lo Spirito” (Gv 1,32.33b). “E’ lui che battezza nello Spirito Santo” (Gv 1,33c)!

La grande verità, che ancora troppo poco si annuncia e si predica, è la “doppia via d’accesso”. Cristo non si rende accessibile solo sacramentalmente ma allo stesso modo è accessibile anche per via carismatica! Queste due vie non sono contrarie o addirittura opposte ma co-essenziali. Certamente per via sacramentale abbiamo ricevuto lo Spirito nel Battesimo, confermato nella Cresima e rinnovato nell’Eucaristia. Ma non basta essere sacramentalizzati!

Dobbiamo chiederci: come mai esiste un fossato spirituale così vasto tra il nostro modo di essere Chiesa e la prima Comunità di Gerusalemme? Perché non esperimentiamo più in mezzo a noi gli ardori della Pentecoste, i prodigi e i segni che accompagnavano nei primi secoli i cristiani? Tutto ciò che manca è mancanza di Spirito! Abbiamo bisogno che il nostro Battesimo sia potenziato, riscoperto, rivitalizzato, “slegato” dallo Spirito.

Non possiamo tacere, in questo anno Giubilare – 50 anni di cammino! – il grande contributo ecclesiale del Rinnovamento Carismatico Cattolico – corrente di grazia che in Italia è incarnata nel Rinnovamento nello Spirito. Non si può tacere il risveglio che esso ha portato nella Chiesa e per la Chiesa riguardo lo Spirito Santo e i carismi, che per secoli furono “archiviati”. Questa è grazia per l’intera Chiesa e non autoreferenzialità di un Movimento: “Aspetto da voi che condividiate con tutti, nella Chiesa, la grazia del Battesimo nello Spirito Santo” (Francesco, Stadio Olimpico 1 giugno 2014, XXXVII Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito).

Questa effusione di Spirito, che sempre è da chiedere e supplicare, ci abilita e ci riveste di carismi: “non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare” (At 19,6). Quello che Luca ci racconta non è semplice narrazione mitologica ma è quello che avvenne allora e che continua ad avvenire oggi. Lo Spirito ci offre un linguaggio spirituale – non comprensibile e non razionale – che ci trascende e diviene preghiera: pregare in lingue è dono carismatico di preghiera da riscoprire per l’edificazione personale.

Vorrei concludere con il ricordo grato di un’altra grande sconosciuta. Si tratta di una suora di Lucca, vissuta nella metà dell’Ottocento che riportò in auge la Terza Persona della Trinità avendo l’ardire di scrivere all’allora Pontefice, Leone XIII; il quale, sollecitato da questa umile e audace donna, stilò un’enciclica sullo Spirito (Divinum Illud Munus), riabilitò la Novena di Pentecoste e consacrò l’intero Novecento allo Spirito Santo. Questa suora è Elena Guerra, beatificata da Giovanni XXIII nel 1959. Da lui è stata considerata l’Apostola dello Spirito Santo. Elena, di cui ho la grazia di custodire le reliquie, si spese fino all’ultimo affinché il mondo, la società, la chiesa, i cristiani ritornassero allo Spirito: “che i Cristiani tornino allo Spirito Santo, affinché lo Spirito Santo torni a noi” scriverà a Leone XIII nel 1895.

E proprio Elena, in una pagina del suo diario personale, sintetizza l’opera di rinnovamento dello Spirito in noi: “che la mia vita sia un incessante rinascere e crescere nello Spirito Santo”.

Che la nostra vita, carissimi, che le nostre comunità abbiano il coraggio incessante di rinascere e crescere nello Spirito. Alleluja!

Alessandro

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