5 settembre 2021
DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI GIOVANNI BATTISTA (B)
Giovanni 3,25-36

Riflessione a cura di don Erminio Villa.

1. Gesù è il rivelatore del Padre

Il vangelo ci aiuta a capire meglio tutta la portata di ciò che Gesù fece ed insegnò. Nel vangelo molte volte appare il conflitto tra Gesù e i giudei che contestano le sue parole. Lui parla a partire da ciò che ode dal Padre, perché è trasparenza totale. I suoi avversari, non aprendosi a Dio, non sono capaci di capire il significato profondo delle cose che Gesù vive, fa e dice. Ecco perché i giudei alla fine condanneranno Gesù.

Il Padre ama il Figlio e pone tutto nella sua mano. San Paolo dirà che in Gesù abita la pienezza della divinità (Col 1,19; 2,9). Per questo, chi accetta Gesù e crede in Gesù ha la vita eterna, poiché Dio è vita. Chi non accetta di credere in Gesù lui stesso si colloca fuori.

2. Lo Spirito aiuta a capire le parole di Gesù 

Gesù ci dà lo Spirito senza misura. Come nella creazione, così lo Spirito scende su Gesù “come una colomba, venuta dal cielo” (Gv 1,32). È l’inizio della nuova creazione! Le parole di Gesù sono Spirito e vita. Attraverso il battesimo tutti noi riceviamo questo stesso Spirito di Gesù.

Il primo effetto dell’azione dello Spirito in noi è la riconciliazione: “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi…” (Gv 20,23). Lo Spirito ci viene dato per ricordare e capire il significato pieno delle parole di Gesù. Animati dallo Spirito di Gesù possiamo adorare Dio dovunque…

3. Noi crediamo nel Dio di Gesù Cristo 

Gesù dice ad uno spaesato Nicodemo, il cuore del suo messaggio: egli è venuto per rendere testimonianza al Padre perché lui e Dio sono una cosa sola. In questo modo vuole smontare l’idea approssimativa di Dio che l’uomo si è fatta, ma anche l’idea a volte zoppicante che ne ha Israele. Cristo, mandato dal Padre, proferisce le parole di Dio e dona lo Spirito senza misura. Chi crede a questa parola, dice il Rabbì, vive la vita eterna, la possiede. 

Noi non crediamo in un Dio vago, ma nel Dio di Gesù Cristo. Noi crediamo che Gesù è il Figlio di Dio ed è stato mandato dal Padre per raccontare il vero volto di Dio, non quello sbiadito e approssimativo delle nostre devozioni. Dio non è uno che ti premia se ti comporti osservando scrupolosamente i suoi precetti, come pensavano i farisei, ma colui che desidera salvarti e opera perché questa salvezza si realizzi. 

La nostra vita, come quella di Nicodemo, è una continua conversione dal Dio in cui credo di credere al Dio che Gesù è venuto ad annunciare. Spesse volte l’idea di Dio e di noi stessi che abbiamo è profondamente disturbata dal nostro carattere, dalle nostre esperienze. 

In Gesù conosciamo il vero volto di Dio. Quanto è liberante poterci avvicinare al Dio di Gesù Cristo lasciando perdere le tante, troppe rappresentazioni che abbiamo di lui! E, avvicinandoci a Gesù, riceviamo lo straordinario dono della Parola e dello Spirito: la parola di Gesù che, meditata, ci permette di accedere al vero volto di Dio, e lo Spirito Santo, primo dono ai credenti, che ci aiuta a rendere sempre presente il Maestro Gesù.

La domanda seria da porci, allora, è sempre la stessa: il Dio in cui credo è il Dio di Gesù? La nostra vita è una continua conversione da una nostra idea di Dio a quella raccontata da Gesù. Leggere e meditare la Parola, scrutarne il senso animati dallo Spirito e guidati dall’esperienza millenaria della comunità cristiana ci permette di verificare continuamente la verità della nostra fede.

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don Erminio

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