“Signore Gesù – scrive S. Kierkegaard – benché tu non sia venuto al mondo per giudicare il mondo, poiché l’amore non è stato amato, tu sei stato il giudice del mondo”.
Eccolo sta arrivando, sta scendendo verso Gerusalemme e tutti incontro, tutti pronti ad accoglierlo con onori e canti. Tutti schierati perché ci possa vedere.

Ma chi stanno accogliendo ? Hanno, abbiamo guardato bene ? Stanno facendo festa ad un uomo che sta arrivando a dorso di asino con un corteo da corte dei miracoli. Dodici uomini a lui fedeli che lo seguono da anni e che hanno capito niente di quello che è venuto a fare; dietro di lui un corteo di pubblicani, infermi, invalidi, prostitute e peccatori di ogni genere che nell’incontro con il Maestro sono stati sanati ma che restano sempre uomini e donne comuni. Non sono cortigiani, non sono guerrieri, non hanno bandiere e fanfare, non ha legioni armate a proteggerlo ed infatti finirà come finirà. Ma allora chi sta arrivando ?
La sua popolarità non ha prevaricato il suo messaggio, l’interpretazione che le persone hanno dato dei suoi segni ha trasceso i segni stessi. Nei cuori di chi è lì ad accoglierlo vige la speranza che quest’uomo dei miracoli possa finalmente fare il miracolo definitivo. La liberazione dal dominio e pane e salute per tutti. Che illusione.
Verità. 
La verità è che Gesù arriva per cambiare il mondo ma non nel modo che noi vogliamo che cambi e quando ce ne accorgiamo restiamo talmente delusi da mandarlo sulla forca – nel senso letterale del termine -. Eppure lui non ci ha illuso, ci ha chiaramente mostrato cosa intende per cambiare il mondo. Nulla di quello che ci aspettiamo; le guerre continuano, le ingiustizie dilagano, i poveri restano tali e i furbi avanzano a scapito di altri. Eppure, insisto, lui non ha mentito, ci ha mostrato il vero volto del Padre e noi lo abbiamo interpretato e frainteso. I miracoli di Gesù riguardano l’uomo e hanno proprio l’uomo come centro. L’uomo che non teme di mettersi in gioco, l’uomo che non ha paura di affidarsi che non ha paura di aprire le gabbie in cui si è autorinchiuso e che tiene saldamente serrate per paura. L’uomo affamato di libertà con la L maiuscola che riconosce nella legge, giusta finché si vuole, la consegna della propria coscienza e l’abdicazione della propria volontà.
La verità è che Gesù è venuto perché ciascuno potesse finalmente essere libero di essere amato così come è: zoppo, cieco, sordo, muto, ferito, umiliato, offeso, deriso, deluso ma che consapevole della sua pochezza gliela affida in perfetta fiducia.
E noi amici chi stiamo aspettando:
La grande illusione o la Libera verità ?
Buon avvento a tutti.

Claudio

 

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