Entrambe le letture di oggi hanno lo stesso incipit: “ in principio..”

Entrambe con queste due parole aprono verso orizzonti infiniti, verso mondi che forse abbiamo perso la capacità di vedere.

In principio.

Siamo abituati ad avere una certa visione corta, attaccati come siamo al nostro mondo tecnologico ( come il sottoscritto che scrive su un iphone), agli schermi dei nostri computer, alla velocità impressionante dell’informazione ( giusta o sbagliata che sia ). Siamo abituati a consumare tutto in maniera rapida, senza gustarla. Siamo abituati a bruciare le nostre esperienze e le nostre emozioni sempre troppo precocemente così ci ritroviamo ad un certo punto della nostra vita alla ricerca di paradisi artificiali più o meno veri che ci ripermettano di provare nuovamente emozioni. Siamo diventati uomini “miopi” con lo sguardo che non si allunga a più di un palmo dal nostro naso perché abituati e convinti di avere tutto a portata di mano e questo ci ha progressivamente impoverito l’orizzonte o peggio ci ha fatto pensare che il nostro orizzonte fosse lì a portata di mano. Oggi invece la Parola ci obbliga ad allungare il nostro sguardo ad andare oltre quel miope orizzonte a portarci in là fino all’estremo, fino all’inizio. Per citare un altro grandioso incipit : “….fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima.”.

Orizzonti.

Ritornare al principio ci pone nella condizione di ripensare ai fondamentali del nostro essere uomini, ci obbliga a distinguere fra Sapienza e Conoscenza, tra inizio e principio. Abituati alla conoscenza di tutto e alla facilità con cui pensiamo di poter conoscere abbiamo smarrito la sapienza che non è solo un accumulo di conoscenza ma è l’elaborazione della conoscenza attraverso lo Spirito dell’uomo; quello Spirito donatoci nel soffio che ci ha resi vitali e che ci aperto gli occhi verso il trascendente, verso l’infinito. Quello Spirito che è stato il principio dell’uomo e da cui ha avuto inizio la nostra storia. Storia forse un po’ travagliata, ricca di errori e di fraintendimenti, di gioie e di delusioni, di ferite e di guarigioni, di ricchezze e di povertà ma la stessa storia che fa di ciascuno di noi un uomo unico ed irripetibile, prezioso e fragile.

A questo orizzonte ci guidano oggi le letture e questo vorrebbe essere il mio augurio per il nuovo anno che sia un anno orientato verso quegli orizzonti lontani dove si possa dire…..”alla via così, nostromo”.

Claudio

 

Commenti

(function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-60967609-1', 'auto'); ga('send', 'pageview');