Il Vangelo di Marco è favoloso. Il suo inizio dirompente. Questo Vangelo è scritto per la comunità di Roma dove Marco era giunto con Pietro. Marco in realtà non fa altro che riportare in forma scritta i racconti testimoniali di Pietro e lo fa in modo unico e, secondo me, stupefacente. Marco taglia i contorni delle testimonianze di Pietro e si concentra solo sull’essenziale, sul cuore del racconto. Il suo libro è infatti il più corto dei quattro vangeli e quello che attinge oltre che alle testimonianze di Pietro anche al primo libro di Matteo e lo fa puntando al cuore del messaggio del Maestro. Come oggi nella descrizione della figura del Battista pochi tratti è il quadro del precursore è dipinto alla perfezione.
Fronzoli.
Questa capacità di Marco mi ha sempre attratto perché molte volte mi ritrovo a perdermi nei contorni di un messaggio cercando di arricchirlo per renderlo più gradevole e questo a scapito del cuore del messaggio stesso. Questo inoltre è un atteggiamento che purtroppo mi porto dietro anche nella quotidianità, nella vita reale, nel vivere di tutti i giorni. Questo aver paura dell’essenziale per essere magari politicamente corretto, per risultare sempre adeguato e simpatico, per non creare tensioni mi porta a porre in seconda linea l’essenziale del mio essere Cristiano.
Vorrei allora che in questo avvento appena iniziato riuscissi a recuperare questa essenzialità marciana per giungere pulito da fronzoli vari all’incontro con il Dio fatto uomo.
E questo amici cercatori è il mio augurio di avvento a tutti noi.
Buon cammino.
Claudio

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