Il Centro di aiuto allo studio “Portofranco” e i Padri Oblati di Rho stanno realizzando sul territorio un progetto culturale, rivolto principalmente ai giovani, un luogo dove la passione per la verità e l’ascolto della bellezza uniscono gli uomini e la loro esperienza in un incontro permanente. La vera umanizzazione della persona si realizza nell’edificazione di una società della solidarietà nel rispetto delle differenze. Non esiste vero studio e possibilità di duraturo apprendimento se non si incontrano persone che ti fanno interessare e appassionare a quello che appassiona loro. Il nostro desiderio è che i giovani possano davvero, come diceva Giovanni Paolo II, “prendere in mano la loro vita e farne un capolavoro”.

SPETTACOLI TEATRALI E CONFERENZE

Apologia di Socrate di Platone

LA BANALITÀ DEL MALE Adattamento del saggio di Hannah Arendt

PER MANO: STORIA DI UN MIRACOLO INVOLONTARIO Da “Vita e Destino” di Vasilij Grossmann

IL PRIMO GENOCIDIO DEL NOVECENTO: TESTIMONI E GIUSTI NEL GENOCIDIO ARMENO

È ARRIVATO MARCELLO? La storia della Resistenza rhodense nelle immagini e nel racconto dei diretti protagonisti 

MOSTRE

1) “I VOLTI DELLA MISERICORDIA” a cura di Padre Antonio Sangalli (Padri Carmelitani Scalzi), con il Patrocinio di “Progetto Culturale” promosso dalla Chiesa italiana. Lo scopo è mostrare come il tema della misericordia è stato portante nella vita, nella dottrina e nella pastorale della Chiesa fin dai primi giorni della sua esistenza. La mostra, n. 18 pannelli (70×100) si può visitare sul sito del Meeting di Rimini, sarà presentata nelle parrocchie, nelle scuole e nei luoghi di lavoro a partire da settembre 2016.

2) “LA ROSA BIANCA: VOLTI DI UN’AMICIZIA”: una mostra di n. 10 pannelli (50×70) su un gruppo di studenti tedeschi che si oppose in modo non violento al regime della Germania nazista. Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

3) “I COLORI DELLA RESISTENZA. RHO: I FATTI DEL 26 APRILE 1945”. Molte persone di buona volontà si adoperarono perché la fine della seconda guerra mondiale a Rho non degenerasse, come in altre parti d’Italia, in ulteriori distruzioni e in gravi episodi di vendetta. Come Padre Reina, molti rhodensi misero in atto con coraggio e determinazione una vera azione a favore della giustizia e della pace, salvando la vita perfino ai nemici che fino a quel momento avevano combattuto. Un esempio riproposto anche a noi oggi. La mostra, curata da Angela Grassi e dall’Amministrazione comunale di Rho, è composta da n. 7 pannelli (70×100).

4) “LA PRIMA FOLLIA MONDIALE CHIAMATA GUERRA” Si tratta di un progetto sviluppato per le scuole lombarde a cura di Diesse (Didattica e innovazione scolastica) associazione che ha lo scopo di ampliare l’offerta formativa per gli insegnanti delle scuole statali e paritarie, dell’Istruzione e Formazione professionale della Lombardia. Divisa in 6 sezioni e articolata in 20 pannelli (70×100) espone in ogni pannello grandi immagini e un testo esplicativo in 5 sezioni, svolgendo il tema delle origini e delle modalità con cui si è arrivati a quella devastante esperienza della storia. Per decenni abbiamo pensato che la prima guerra mondiale fosse l’inevitabile conseguenza della dialettica di classe innescata dallo sviluppo della borghesia europea nel corso dell’Ottocento, oppure che fosse l’inevitabile esito della lotta per l’affermazione dell’egemonia di una nazione sulle altre nel continente. Invece, come sostiene lo storico François Furet: «La guerra del 1914 è un tipico esempio di evento in cui gli attori della storia non prevedono le conseguenze delle loro azioni .. […] In questo senso la prima guerra mondiale non è contenuta nelle sue cause, è un evento che crea una situazione nuova. Per questo preferisco parlare di ‘origini’ piuttosto che di ‘cause’ della guerra. La causalità infatti non permette di pensare la novità».

Per informazioni e prenotazioni degli incontri rivolgersi a Antonella Panigo:

– indirizzo mail: a.panigo@libero.it

– cellulare: 3383628388

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