Paolo nella lettera ai romani afferma: “Predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo”. Siamo dei predestinati alla santità, infatti, è l’origine della nostra vita non un premio finale. La santità è la scintilla iniziale che ci mette in cammino e non il punto di arrivo. La santità è un dono e non un premio o una conquista.
La santità è come un’automobile collaudata per raggiungere una velocità di 350 km all’ora, però non è detto che noi utilizziamo tutte le sue potenzialità. Molto spesso limitiamo le sue prestazioni o per paura, o adeguandoci alla mediocrità della vita, o …

La santità è vivere già qui ed ora la beatitudine, senza attenderela vita futura (post mortem). L’auto è già collaudata, chiavi in mano e pronta all’uso. Una beatitudine che si scontra con il pianto, la persecuzione e la sete di giustizia … non è il paese dei balocchi.

Da dove nasce questa beatitudine? “Siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati”.
La santità – beatitudine è SENTIRSI AMATI sperimentando l’amore fedele che il Padre ha per noi. “Nulla potrà separarci dal suo amore” né il giudizio degli altri, né le nostre debolezze e infedeltà. Il santo, come un innamorato, è colui che ha la certezza di essere amato e per questo può gridare a gran voce e cantare  l’amore di Dio, le sue meraviglie e la sua fedeltà. L’auto quando va al top delle sue prestazioni il motore canta e si fa sentire. Provare per credere.

pFra

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