sepolcro Lazzaro

Gesù è appena fuggito da Gerusalemme al di là del Giordano per evitare una brutta fine. Sono in molti che risultano infastiditi dalle parole e dalle opere del Maestro che mette continuamente a nudo le contraddizioni e le incoerenze degli uomini. Non riescono proprio, questi uomini, ad accettarsi per quello che sono, creature fatte si di contraddizioni e incongruenze ma non per queste meno amate.
Disagio.
Non riesce l’uomo a superare il disagio che prova guardandosi serenamente e sinceramente allo specchio. Non riesce ad accettarsi per come è. Preferisce invece travestirsi da perfettino o superman mascherandosi dietro regole, regolamenti, riti e liturgie che celino fino a dimenticare che siamo creature dotate di buona volontà e tante speranze ma che ogni tanto – o meglio ogni spesso – scivoliamo. Nella nostra presunzione questo disagio diventa allora scusa per accusare chi ce lo ricorda e questo ci turba così tanto che non ci accorgiamo che nel ricordo non vi è giudizio ma solo accettazione. I farisei dei tempi come i dotti di oggi, gli arroganti di ogni tempo, gli illusi di sempre, fanno l’unica cosa che sono in grado di fare…eliminare chi li mette a disagio. Per questo Gesù scappa. Sa che se resta a Gerusalemme muore.
Scambio. 
Questa consapevolezza è così forte in Lui che nemmeno la notizia della malattia di Lazzaro lo fa tornare. Ci piace pensare che tutto sia voluto apposta ma in realtà credo che questa certezza che ha nel cuore abbia il suo peso nel decidere di restare lì al di là del Giordano, al sicuro.
Questa scelta però crolla nel momento in cui Lazzaro muore. L’amico non c’è più. L’amico che ha accolto Gesù in casa sua condividendo tutto non c’è più e proprio questo spinge alla fine Gesù al suicidio. Si proprio suicidio perché il Maestro sa perfettamente che il suo rientro a Gerusalemme coinciderà con la Sua morte. Ma questo non lo frena. Decide di tornare e per una volta i discepoli intuiscono, per voce di Filippo, che questa volta non si scherza. Gesù torna a Gerusalemme per un amico, per la sua famiglia, perché il Maestro non può lasciare solo il suo discepolo…costi quel che costi. E se questo costo è la vita…ebbene sia.
Sono frastornato ogni volta che leggo questo brano perché mi rendo perfettamente conto che Dio baratta la sua vita per quella di un uomo. Detto meglio. Dio sceglie di offrire la Sua vita per salvare quella di un uomo.
E questa consapevolezza mi commuove ogni volta. Dio muore per me.

Claudio

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