Finito anche questo carnevale ripartiamo dalla quaresima. Ripartiamo da questo tempo di particolare intensità per cercare non tanto di capire quanto di accettare il gesto che Gesù farà Pasqua: donare la Sua vita per l’uomo, donarla fino in fondo fina a morirne per riceverla poi nuova è trasformata dall’amore di quel Padre che lo ha voluto così intensamente per la redenzione dell’uomo, di ogni uomo.

Maschere.

Finito il tempo di carnevale, dicevo, e finito anche il tempo delle maschere quelle maschere che molto spesso noi indossiamo per proteggervi dal mondo e per sembrare del mondo. Quelle stesse maschere che il demonio propone oggi a Gesù nel deserto. Maschere di giustizia, di perbenismo, di auto considerazione e di potere che molto spesso anche noi indossiamo per sentirci bene con noi stessi e con gli altri. Per sentirci parte di una comunità che fa del volersi bene e del voler bene per forza il suo mast !

Si anche al Maestro il demonio propone le sue maschere, i suoi trucchi, in un crescendo di proposte e di follia.

La prima maschera è quella del “ in fondo è giusto e che male c’è “. Si perché è giusto e non vi è nulla di male nel poter finalmente placare la propria fame dopo un lunghissimo periodo di digiuno e placarla con la cosa più semplice – il pane. Effettivamente nulla di male in tutto ciò ma l’insidia nascosta è quella dell’autoreferenzialità, del mostrare il proprio potere nel trasformare sassi in pane. Nel cedere alla lusinga del “fammi vedere di cosa sei capace..”. Intelligente il nemico sfruttare il bisogno per trasformarlo in atto di forza. La seconda maschera è quella del “ fammi vedere chi sei..”. Sa perfettamente, il demonio, chi ha di fronte ma vuole che sia proprio Lui a farglielo vedere; vuole che dimostri se stesso secondo i suoi disegni e non quelli del Padre, di quel Padre che chiederà a Gesù di essere forte nella sua fragilità e compassionevole nella sua bontà e non potente nell’esibire se stesso. La terza maschera poi è il capolavoro del demonio. Quella della forza e della potenza dimostrata nell’atto di poter governare e comandare il mondo. Quella dov’è si ti riconosco come Dio nel momento in cui ti riconosci me come tuo protettore. Potrai governare ma nel mio nome.

Modernità.

Come sono attuali, oggi come ieri, queste maschere e come sono sicure queste maschere. Non ti mostrerai mai per ciò che sei ma sarai ciò che io voglio che tu sia, insomma la negazione della propria libertà in cambio della sicurezza che deriva dall’abbandonare ciò che siamo, i nostri sentimenti, le nostre certezze ma anche le nostre paure e i nostri insuccessi in nome di una impunità che ti viene garantita proprio dalla maschera che stai mettendo e mostrando. Come è lontano il disegno del nemico dal piano di salvezza di Dio. Quella salvezza che proprio Gesù guadagnerà per tutti noi, per ciascuno di noi donandosi liberamente e totalmente al Padre e che lo porterà là dove nessun uomo può giungere contando solo su stesso.

Lo sa il demonio che se Gesù continuerà nella sua strada lui sarà sconfitto ed inizia così la sua battaglia contro il figlio dell’uomo nella vana speranza di farlo cedere, di farlo mollare contando proprio sulla sua fragilità di uomo. Ma Gesù non ci sta, non molla aggrappato così intimamente al Padre da attingerne in ogni momento la forza che deriva dal dono libero della propria libertà.

Ecco amici questo potrebbe essere lo spunto per la nostra quaresima la consapevolezza che noi siamo liberi e che se vogliamo possiamo toglierci le maschere del mondo per essere semplicemente uomini nel mondo. Quel mondo e quel tempo che ci è stato donato qui e ora è che volenti o nolenti stiamo percorrendo.

Buona quaresima a tutti e buon cammino a ciascuno di noi.

Claudio

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