Con oggi si chiude il periodo natalizio per la liturgia Ambrosiana e lo facciamo festeggiando la sacra famiglia. Il brano di Luca ci mostra ancora Gesù appena nato durante la presentazione al tempio ed il Suo incontro con Simeone che riconosciutolo innalza un inno stupendo. In otto giorni Gesù fa già parlare di se. Ed è solo l’inizio.

Vita.

Già dall’inizio questo bambino rompe gli schemi, lo fa nascendo in una grotta e creando scompiglio fra i pastori, gli ultimi, che si affollano per vederlo; poi presentato al tempio due anziane figure lo riconoscono Simeone e Zaccaria.

Rientrano a casa e devono fuggire in Egitto per evitare la morte. La famiglia di Gesù emigra. Rientrano dopo anni e quando il bambino compie 12 anni fugge dal controllo e si da per disperso tre giorni, poi una volta ritrovato invece di chiedere scusa se la prende con i genitori che non lo capiscono. Adolescente precoce.

A 30 anni ancora in casa, invitato ad un banchetto risponde in malo modo alla madre ( anche se poi l’ascolta ) di seguito molla tutto per intraprendere la via del predicatore errante che raduna intorno a se personaggi di dubbia provenienza. Infine dopo altri tre anni ad un passo dal successo finale muore e muore da infame. Dal punto di vista di un genitore che alleva un figlio non lo definirei proprio un gran successo.

Famiglia.

Certo che se la vediamo sotto il profilo umano non so cosa possiamo salvare ma per fortuna il profilo non è solo quello umano. Una cosa però va sottolineata; dietro Gesù c’è sempre la sua famiglia, sua mamma, i suoi fratelli, i suoi amici e discepoli. Gesù ha potuto percorrere tutta la Sua strada proprio perché alle sue spalle vi era un appiglio forte e sicuro anche se alle volte non sempre in accordo. Mi viene difficile pensare ad un rapporto idilliaco fra Gesù che cresce e i suoi genitori, penso invece che vi sia stato un rapporto perfettamente normale con un grande amore di fondo e proprio in virtù di questo grande amore alle volte si è in disaccordo. Noi come genitori vorremmo poter vedere esplodere al meglio e nel meglio i nostri figli, noi come figli vorremmo che ogni tanto i genitori ci lasciassero esplorare e crescere anche facendo cose che non sono capite o non sono progettate. Ma tutto questo è normale. Ecco allora che anche la Santa famiglia è una famiglia normale come tutte, e per questo tutte le famiglie hanno un fondo di santità che consiste proprio nell’amare e lasciarsi amare, nel crescere e nel lasciare crescere, nel rispettare e lasciarsi rispettare.

Normale.

Trovo una grande serenità sia come padre che come figlio in questa normalità quasi banale. La festa della famiglia penso voglia sensibilizzarci proprio a questa normalità, la normalità di tutte le famiglie che ogni giorno affrontano la fatica di vivere in un mondo in cui proprio la famiglia è il bersaglio preferito di chi gioca a decostruire i fondamenti e i valori fondanti del nostro mondo e della nostra cultura. Noi lasciamoci invece guidare dal collante universale delle famiglie che è proprio l’amore quello con la A maiuscola che nulla chiede è tutto da…come ha fatto il Maestro che nulla ha chiesto ma tutto ha dato in nome del Padre.

Claudio

 

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