Pietro il grande. Non è il nome di uno zar russo e nemmeno quello di un feroce condottiero, è il nome di uomo semplice e normale investito di una “potestas” ( per dirla alla s. Agostino ) unica, di un incarico impressionante accompagnato da una fragilità enorme tipicamente umana che lo rende il più reale degli apostoli.

Pietro.

Pescatore semplice che vive del suo lavoro, senza troppi grilli per la testa che non siano quelli pratici di portare a casa la pagnotta tutti i giorni. Uomo dalla vita normale con famiglia e suocera a carico, uomo poco riflessivo e dal carattere focoso, simpatizzante zelota quindi ribelle alle imposizioni soprattutto quelle romane. Uomo capace di provare rabbia imponente e a volte incontrollabile che sfocia in episodi di violenza cieca ( taglio dell’orecchio alla guardia nel momento dell’arresto del Maestro), uomo di sensibilità enorme capace di aprire il cuore allo Spirito e lasciarsi invadere. Uomo della paura e uomo della fede, uomo delle affermazioni granitiche e delle incongruenze devastanti. Uomo delle rivelazioni e delle limitazioni. Pietro insomma è uno di noi, uno che fatica a vivere, che ha la testa persa nei problemi quotidiani, uomo pratico e pragmatico, colto quanto basta per non farsi fregare al mercato ma lontano dai formalismi e fanatismi del tempio capace di riconoscere il Cristo e subito dopo di dirgli ” adesso ti insegno a fare dio “. Pietro l’uomo maturo e per questa sua maturità l’uomo scelto per essere garante della fede, quella fede appena proclamata, e custode del gregge voluto da Gesù. Pietro forza viva della chiesa, roccia costitutiva e baluardo invincibile per l’inquilino del piano basso, Pietro a cui vengono affidate le chiavi di quel regno che altro non è che Gesù stesso…Pietro.

Pietri.

Tra tutti i dodici Gesù sceglie Pietro per garantire la continuità della Sua chiesa, sceglie Pietro come custode di quella ortodossia che alle volte lo stesso Pietro fa fatica a riconoscere ma che umilmente accetta come dono. Pietro insomma richiama subito ciascuno di noi, qualunque sia il suo nome. Pietro è l’uomo moderno, contemporaneo, fragile e potente, ispirato e terrorizzato, forte e pauroso, umile e arrogante che è ciascuno di noi. Pietro non è il supereroe di turno, anzi, alle volte sembra il super tontolone di turno ( sono più le cose per cui viene rimproverato che quelle per cui viene lodato ), quello che una ne fa e cento ne cicca eppure è l’uomo amato oltre ogni limite, oltre ogni suo limite che costringe il Maestro ad abbassare il tiro del Suo amore per ricondurlo ad un modo capibile proprio da Pietro ( Gv 21: 15-17 ).

Pietro così normale è proprio per questo così amato e responsabilizzato come tutti noi. Noi amati di un amore non sempre capibile che molte avvertiamo quasi imbarazzante, noi così contraddittori da essere quasi sfacciati, noi così ricchi da essere poveri, noi così umili da essere arroganti, noi insomma con tutto il nostro chiaro scuro…noi Claudio, Cristina, Monica, Laura, Matteo, Giulio, Sonia….noi.

Lasciamo allora che il nostro essere sia amato senza pensare troppo ad essere inadeguati, impreparati, infedeli.  Lasciamoci andare allo Spirito che riesce a trasformare Simone in Pietro perché anche noi si sia semplicemente uomini con la loro fede qualunque questa sia.

Claudio

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