La chiesa celebra la conversione di s. Paolo il grande apostolo e predicatore, l’instancabile portatore della parola di Dio nei posti più lontano dell’impero. 

Cercatore.

Ma oggi è anche la giornata del cercatore, dell’uomo in costante ricerca, il giorno dell’intelligenza vivace e del libero pensiero. Già sembra a strano affermare queste cose quando si parla di Paolo di Tarso perché nell’immaginario se c’è uno che ha dedicato la vita ad affermare un credo granitico è proprio lui è può sembrare incoerente che chi afferma un credo sia in realtà un cercatore eppure non è così. Paolo è un uomo tutto di un pezzo con un carattere che a volte è difficile da sopportare ma è un uomo che crede. Da ebreo fervente vede come fumo negli occhi questo invasati seguaci di Gesù che riducono la Legge solo a parole scritte su carta, che si proclamano fratelli anche di chi non è parte del popolo eletto, che ritengono tutti uguali schiavi e liberti ma soprattutto che credono che un uomo possa essere figlio di Adonai perché Dio non si può nemmeno nominare. Paolo vuole cancellare chi infanga così il suo popolo, le sue leggi, il suo Dio e non si dà pace. Caccia i cristiani ovunque, li bracca, li stana e li consegna al sinedrio per la giusta pena. Questa è il suo lavoro questa la sua missione. Paolo è un uomo onesto, corretto, serio, sa cosa fa ed è alla costante ricerca della perfezione, di quel corretto rapporto con Dio che lo renda uomo giusto. Paolo è un cercatore di Dio, forse alle volte pensa anche di essere il difensore di Dio ma fondamentalmente lo sta cercando da una vita.

Incontro.

Ed ecco che lo trova forse non nel modo che pensava, nel modo che noi pensiamoci di poter trovare Dio. Nel silenzio, nella preghiera, nella calda atmosfera un po’ vintage di una chiesetta di campagna o di una intuizione illuminante che ci trasformi. No Paolo lo incontra nella sua determinazione di cacciare i cristiani, su una strada polverosa, nella certezza di essere nel giusto. Nella devastante caduta da cavallo, nell’impotenza della disabilità che sperimenta, nell’incomprensione di una voce che viene dall’alto, nella improvvisa fragilità della sua condizione di uomo. Uomo ferito, menomato, frastornato, impotente. Ma Paolo è un cercatore e non si ferma continua nella ricerca non si lascia abbattere da questa sua nuova condizione continua a cercare e lo farà per sempre anche da convertito perché una cosa ha imparato…mai fermarsi nella ricerca qualunque strada prenda la ricerca perché se è onesta, se è vera, se è leale solo li potrà portare. Porterà all’unica Verità che è quel Gesù Cristo morto e risorto per ognuno di noi che da quel giorno Paolo urlerà fino ai confini del mondo.

Claudio

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