Madonna Addolorata, Madonna del Sabato Santo

«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto».

Doveva essere, per noi Oblati di Rho, una Quaresima e una Pasqua pieni di impegni ed attività: esercizi spirituali per parrocchie, comunità religiose e laici, EVO (esercizi spirituali nella vita ordinaria), scuola biblica, cammino dei 7 segni del Vangelo di Giovanni, weekend di formazione dei discepoli-missionari confessioni in santuario e celebrazioni con il popolo. Tutte queste cose non si sono potute fare a causa della pandemia di corona virus. La sofferenza di non incontrare le persone è forte e più ancora nell’ascoltare storie di sofferenza e solitudine senza poter far niente, se non limitandoci a una parola di consolazione e vicinanza. Ci aspettavamo un tempo immerso nel popolo, e invece ci è toccato vivere una Quaresima e una Pasqua più personale e comunitaria. In questo nascondimento sono caduti in terra dei semi, che muoiono per dare vita, ne presentiamo 4.

La via crucis il venerdì santo mattina

1. ALLEANZA PERSONALE CON DIO. Questa situazione ci ha costretto a riprendere in mano la ciascuno la sua amicizia/alleanza con Dio, rinnovando la propria relazione con Lui a tu per tu, senza nascondersi dietro le proprie cosa da fare. L’aver vissuto la Pasqua senza il popolo, pur con sofferenza, cii ha invitato a riscoprire la Comunione con Lui.

2. VITA COMUNE. Sappiamo che non tutti hanno avuto la possibilità di vita fraterna, sperimentando un isolamento forzato, provocando in alcuni smarrimento e angoscia. Noi, però, abbiamo cercato di vivere questo tempo faticoso in modo “straordinario” riscoprendo la forza di una vita comune, che ha saputo sostenere ciascuno di noi, con un ritmo quotidiano cadenzato da celebrazioni comuni, a volte condivise con la gente via radio: lodi, vespri, rosario ed eucarestia.

padre Patrizio nella celebrazione del Venerdì Santo

3. COMUNIONE NELLA CHIESA. Mai come in questo periodo abbiamo apprezzato come la Chiesa si sia fatta vicina alla gente (video you tube, dirette streaming, …), provandone una sincera stima per la creatività che ciascun battezzato è riuscito ad esprimere. Spesso ci accade che ognuno pensi per se, portando avanti da solo le proprie iniziative, a volte con invidia latente, dimenticando e non apprezzando i talenti degli altri. Abbiamo gustato la bellezza di essere un unico corpo, pluriforme in unità.

4. ALZARELO SGUARDO. A partire dalla forza della comunione fraterna, non ci siamo ripiegati su noi stessi lasciandoci schiacciare dalla sofferenza, ma abbiamo gettato semi di speranza e consolazione per gli altri. Attraverso la radio, in collaborazione con radio Mater, abbiamo dato dei corsi di esercizi spirituali. Grazie all’ausilio di internet in videoconferenza abbiamo portato avanti i gruppi (ben 6) degli Esercizi spirituali nella vita ordinaria (EVO) fatti di incontri di gruppo per la condivisione e di colloqui personali (50 persone). Ci siamo fatti vicino alla gente attraverso “Un prete che ti ascolta”, un servizio telefonico di ascolto alle persone, sostenendole in questo momento di sofferenza e solitudine.

Questi semi abbiamo scoperto, seppur dentro la fatica di questo momento, con la speranza che la Pasqua li farà crescere, sbocciare e fruttificare.

Gli Oblati di Rho

La comunità nella celebrazione della domenica delle Palme

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