La mia dimensione naturale è quella del silenzio.

A casa,mentre sbrigo le faccende,mi piace fare il silenzio”tecnologico”,metto il cellulare in silenzioso e..ascolto:

il rumore indefinito che sale dalla strada,la voce di un passante,il rombo di un aereo lontano,il cinguettio di passeri in volo e i rumori della casa,lo scricchiolio del  legno quando cammino,lo sbatter di una porta…Ascolto e silenzio..silenzio e ascolto. Questo mi permette di  vivere l’attimo presente così come è nella sua semplicità ma anche profondità, esattamente come è la vita che vivo, che voglio vivere.

Penso che la dimensione del silenzio sia alla portata di tutti, che non occorrano tecniche o luoghi particolari. Puoi vivere il silenzio anche in metropolitana se ti metti con attenzione all’ascolto. Perchè tu sei lì, presente a te stesso, e osservi quel rumore. Il chiasso è fuori e tu lo guardi. Sì , il rumore si può guardare con gli occhi della mente. E può restare lì in sospeso,fuori di te, senza che intacchi il tuo silenzio interiore. Sai che c’è – Punto.

Il gusto del silenzio lo abbiamo nel dna spirituale. Ci è stato donato alla nascita. Perché lo utilizzassimo.

Il silenzio amplifica ciò che abbiamo nel profondo e porta alla luce , svelandoli , malesseri, tensioni,conflitti e paure che non vogliamo vedere. E’ per questo che lo rifuggiamo. In realtà nulla di ciò che abbiamo dentro è così terrorizzante da non poter essere guardato.Se lo lasciamo emergere, se lo guardiamo illuminandolo lo vedremo per quello che è ,una parte di noi che c’è, esiste, una parte con la quale dovremo fare i conti prima o poi, per accettarla e amarla perché anch’essa è Noi.

Una delle difficoltà maggiori quando si medita è il disturbo dato dai rumori esterni. In realtà noi dobbiamo imparare ad abitare il mondo oltre che noi stessi. Se impariamo , durante le pause meditative ad ascoltare, ad accogliere ad assecondare i rumori che ci circondano accompagnandoli con la consapevolezza del respiro,abiteremo il “fuori” senza che esso disturbi il nostro silenzio interiore, anzi, farà da colonna sonora al nostro meditare.

Maria

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