Che cosa strana il cristianesimo e quanto può sembrare strano essere cristiani. Guardando la liturgia di oggi si fa veramente fatica a capire e collocare il brano ma per noi Ambrosiani nulla è impossibile.
Stranezze.
Già… noi milanesi che riusciamo ad essere diversi perfino nella liturgia, noi milanesi che dobbiamo distinguerci per forza….che fatica. Oggi nella festa di Cristo re – tra parentesi in anticipo di due settimane per essere originali – leggiamo un brano di Luca che è il culmine della passione. È il momento in cui Gesù è alla stremo; il fiato ormai esaurito, le membra straziate dalle sevizie e dalle torture, il cuore ormai prossimo a fermarsi avvolto in un versamento pleurico-pericardico che sgorgherà dal costato del Cristo come acqua con gli occhi e la mente rivolti al Padre alla fine di tutta questa fatica. E cosa c’entra questo momento con la regalità di Cristo. Mi viene da dire ma lasciamolo morire in pace questo povero cristo. Come si può ricordare e festeggiare un re ed il re dell’universo se queste sono le sue condizioni…mah gente strana i cristiani e che strano il cristianesimo.
Fede.
Come si fa a fidarsi di una persona che sta morendo e morendo male, come il peggiore dei malfattori, riconosciuta anche da chi è nelle sue stesse condizioni. Come puoi credergli in quelle condizioni ? Credere ad un uomo che sta agonizzando su una croce vuol dire essere dei pazzi o avere una fede specialissima. Credere a Gesù ora mentre muore vuol dire arrivare a capire chi è veramente Gesù. Gesù, l’uomo dell’impossibile, quell’uomo che va oltre l’umano perché è Dio che si è fatto uomo, quel Dio che sceglie di essere lì, sulla croce perché nessun’uomo debba mai più salire su una croce. Dio che chiede di essere accolto per poter poi accogliere l’uomo anche lì, anche sulla croce dove il farabutto ormai perduto ritrova prima se stesso nella spietata autocritica – noi almeno abbiamo ciò che meritiamo – e poi Dio misericordioso che alla fine di una vita dissoluta dice al ladrone pentito “credimi”, ecco quel Dio è effettivamente il re.
Un re che non si addobba e non ti giudica, che non si vanta e non ti prende in giro, un re che ti dice ancora una volta e per sempre…credimi; oggi sarai con me in paradiso.

Claudio

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