Festa strana quella di Tutti i Santi incastrata fra Hallowen e i Morti e spesso confusa proprio con questa ricorrenza. Festa a ponte fra il rito quasi pagano di hallowen e il ricordo tutto umano delle persone che ci hanno lasciato e che sono state per noi rappresentative ed amate.

Ponte.
Si direi che possiamo proprio definirla una festa a ponte, una festa che ci aiuta a portarci più in là oltre la paura così ben evocata da maghi e streghe del 31 Ottobre, ed il dolore per la perdita di persone care, di punti di riferimento che nella morte si sono così allontanati da non essere più raggiungibili. Un ponte fatto di un insieme di uomini, donne e bambini che la Chiesa riconosce essere stati esempi di quel modo corretto e sincero di vivere la propria fede, la propria relazione con Gesù tanto da nominarli Santi. Ma la santità non è un premio, una medaglia data dopo una vita corretta e giusta; la santità è una condizione costitutiva dell’essere umano, è una tensione universale verso il bene e verso il Padre che spesso noi faticosamente combattiamo in una assurda battaglia al ribasso di noi stessi.

Paura.
Fa paura sentirsi attirati verso il Padre perché questo comporta uno stile di vita che diventa “diverso” rispetto al modo comune di pensare la vita, come se il pensiero comune fosse il solo pensiero valido e giusto perché massificato da una morale pseudosociale fatta di un perbenismo qualunquista in cui quello che conta è vivere la propria vita al massimo, al meglio, senza che nessuno ci rompa.

Ed è proprio questa paura che le vite dei Santi ci invitano a vincere; le vite di quelle persone, di cui maggior parte rimane sconosciuta ed ignota, che con fatica, dedizione, coraggio, errori, cadute, contraddizioni non si sono arrese al pensiero comune del mondo ma hanno usato come bussola per il loro cuore il volto del Maestro. Non importa poi se la bussola è sgarrupata o meno ma importa la direzione che indica che è quella comune di ogni cuore umano, quella del bene con la B maiuscola quella direzione che naturalmente e costituzionalmente appartiene ad ogni uomo. Ecco perché la festa di Ognissanti perché questo ci ricordi chi siamo e dove siamo destinati ad arrivare.

Claudio

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