“Una bella serata fra amici”: per un qualunque adolescente ciò potrebbe semplicemente coincidere con un’uscita con le solite persone per fare le solite cose, mangiare insieme e chiacchierare.
Invece per noi, sette temerarie studentesse del terzo anno del liceo Classico Carducci “una bella serata fra amici” ha assunto un altro significato. Infatti abbiamo avuto l’opportunità di vivere una serata davvero speciale e l’abbiamo colta al volo: per una volta abbiamo deciso di non dedicare una serata a noi stesse ma agli altri, una serata che ci ha coinvolto in tutto e per tutto, alla fine della quale possiamo affermare che si può tornare a casa felici senza dover vivere le solite situazioni.
Mercoledì 1° giugno abbiamo partecipato ad un’uscita serale del C.I.S.O.M., organizzata dal nostro docente di religione Don Alessandro Repossi in collaborazione con Carlo Settembrini, Capo Gruppo del C.I.S.O.M. .
Questa esperienza prevedeva che per una sera ci affiancassimo ai soccorritori che ogni mercoledì e domenica assistono con cure e controlli medici, bevande calde e brioches i senza tetto, instaurando prima di tutto un legame umano. I volontari, che già da sei anni sono impegnati in questa iniziativa, operano tanto nel centro quanto nella periferia della città di Milano con due squadre separate, alle quali a breve se ne aggiungerà una terza, riuscendo così a coprire un perimetro più vasto.
Dopo esserci incontrati nel punto di raccolta di via Richini ed aver fatto qualche selfie nelle nostre pettorine arancioni catarifrangenti ci siamo divisi e abbiamo iniziato il nostro percorso di circa tre ore guidati e supervisionati dai volontari del C.I.S.O.M. .
Nessuna persona incontrata quella sera ci ha lasciato indifferenti a partire dai volontari stessi, che ci hanno trasmesso la loro gioia di fare del bene al prossimo, fino ad arrivare ai senza tetto. Tra questi, qualcuno voleva solo scambiare qualche parola, qualcuno voleva sfogarsi, qualcun altro farci ridere. Tutti si sono dimostrati cordiali e disponibili raccontandoci le loro storie di vita sulle quali abbiamo potuto riflettere durante la strada del ritorno.
Cercare parole per descrivere cosa abbiamo visto e provato è molto difficile, perché solo vivendo in prima persona una simile esperienza, fatta di gesti semplici, è possibile capirla fino in fondo.
Certamente la parola più adatta a descrivere l’atmosfera di questa serata è “condivisione”: condivisione di quello che avevamo con chi non possiede nulla, condivisione con esperti volontari di un’esperienza umana unica, dove dare è già ricevere, da chi solo apparentemente non ha nulla.

Alunni dell’Istituto Carducci

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