Si legge stupore in questo brano del Vangelo di Matteo. Stupore da parte del più grande dei profeti, del più grande fra i figli dell’uomo. Giovanni il profeta tra il pazzo e l’invasato si stupisce quando vede Gesù tra la folla, il cugino che avanza insieme agli altri per farsi battezzare da lui. Si conoscono i due uomini, il profeta ed il Dio fatto uomo, sono cugini sono separati da pochi mesi e probabilmente chissà quante volte da piccoli sono stati insieme magari hanno giocato, fatto i capricci, condiviso piccoli e grandi segreti….eppure Giovanni si stupisce di vederselo li. Hanno in comune a parte il sangue, il messaggio che trasmettono l’invito alla conversione, al pentimento, all’iniziare una vita nuova. Hanno in comune anche altro primo fra tutto l’avversione per la classe sacerdotale di allora e per il nuovo tempio che ha creato una profonda decadenza e rilassatezza nei costumi; infatti grazie al nuovo tempio nessuno più cercava Dio convinti come erano che lo avrebbero trovato proprio lì in mezzo ai loro rotoli della Torah e protetto dalle nuove mura. Non c’era più bisogno di cercare Dio, lo avevano ingabbiato messo al sicuro e se desideravi incontrarlo allora bastava recarsi al Tempio.

Incontro.

Giovanni si stupisce quando riconosce il cugino, si stupisce perché vede il movimento di Dio verso l’uomo e non quello dell’uomo verso Dio. Giovanni lo sta urlando da tempo che è ora di cambiare di convertirsi ma il vedere Gesù lì nella folla diretto verso di lui lo sconvolge e cerca di rimettere le cose in ordine. Non tu ma io devo farmi battezzare da te…non Dio verso l’uomo ma l’uomo verso Dio questo è il movimento giusto così è sempre stato. Come può il Dio fatto uomo chinarsi di fronte all’uomo ed essere da questo battezzato…Anche per il grande Giovanni questo è difficile da capire, è questo alla base del suo stupore.

Tutto è racchiuso proprio qui, in questo umile gesto del mettersi in coda, dell’andare all’incontro con l’uomo come un uomo senza privilegi e corsie preferenziali ma come un semplice uomo. Lo stupore di questo gesto è così grande che il tempo si ferma nel momento in cui Gesù riceve l’acqua del battesimo è proprio in quel momento il Padre fa udire se stesso per affermare che questa è la strada che porta a Lui. 

Ragione.

Hanno ragione i due uomini, Giovanni e Gesù, non è nel tempio, non è nella corrotta classe sacerdotale, non è nei sacrifici che avviene l’incontro con Dio ma nella quotidiana banalità della nostra esistenza nel quotidiano incontro con l’uomo che abbiamo di fronte, nella bellezza di una poesia o nella meraviglia di una melodia o canzone; nel pianto di chi ha perso qualcuno o nella sofferenza di chi non ha più una speranza per continuare. È lì che incontriamo quel Dio che ci stupisce nel Suo venirci incontro, nel Suo mettersi al nostro livello nel Suo lasciarci così…a bocca aperta.

Claudio

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