Discorso della montagna

Amore radicale

2 ottobre 2022
V DOPO IL MARTIRIO (C)
Luca 6,27-38

Riflessione a cura di don Erminio Villa.

1. Amore radicale

Le esigenze formulate da Gesù nel discorso della montagna non cessano di sconcertarci. 

Oggi l’amore per i nemici imbarazza notevolmente. Gesù condanna ogni violenza? vieta la rivoluzione, la lotta di classe? A questo proposito c’è stato e c’è chi in nome del vangelo approva la violenza e chi la condanna. 

Il contrasto non si sanerà mai, finché chi condanna la violenza non crede veramente alla legge dell’amore, impegnandosi a servire il prossimo nei suoi diritti più fondamentali, con disinteresse, verità, giustizia. 

La pace proposta dal vangelo non può essere giustificazione per il nostro disimpegno o le nostre viltà; ci sono ingiustizie che devono far indignare e operare efficacemente per la loro soluzione.

2. Amore universale

Gesù ci dice anche altro: vuole che amiamo tutti; non soltanto coloro che ha scelto come amici o che una simpatia naturale ci rende amabili, ma anche i più estranei, antipatici e ostili.

Anche le persone cattive hanno i loro affetti, perfino i dittatori più spietati. 

Ciò non significa che essi abbiano un progetto amorevole. Mentre è proprio questo che noi cristiani dobbiamo avere, il progetto di Gesù sulle persone, che ci fa diventare prossimi a tutti gli uomini. 

Amerai i tuoi nemici. Amerai, tu per primo, non per rispondere ad un amore, ma per anticiparlo. Amerai senza aspettarti null’altro che l’amore stesso. Amerai perfino l’inamabile. Come fa Dio. 

Nell’equilibrio del dare e dell’avere, nell’illusorio pareggio contabile dell’amore, Gesù introduce il disequilibrio: «Date; magnificamente, dissennatamente date; pregate, porgete, benedite, prestate, fate, per primi, in perdita, ad amici e nemici». 

3. Amore non impossibile

Gesù ha eliminato la categoria del nemico, tanto cara ai filosofi e agli scienziati della politica. 

Il vangelo è rivoluzione della pace. Perciò ognuno di noi è chiamato ad evangelizzare e auto educare la sua capacità di amare, perché l’amore come la fede dev’essere coltivato. 

L’amore di Dio deve attraversare il nostro cuore e mettervi radici profonde. Dio non ci ha amati forse, nonostante i nostri peccati? 

Il suo amore raggiunge noi peccatori; e l’amore cristiano raggiunge anche i nemici. «È impossibile amare i nemici», assicura il padre della moderna psicologia, Freud. 

A questa sapienza della terra, il discepolo ribatte: è impossibile, quindi lo farò. Perché nulla è impossibile a Dio. Se tutti amassero i loro nemici, non ci sarebbero più nemici. 

Se tutti porgessero l’altra guancia non ci sarebbero più guance da colpire. «Porgi l’altra guancia» vuol dire abbassa le difese, sii disarmato, non incutere paura, mostra che non hai nulla da difendere neppure te stesso, e l’altro capirà l’assurdo di esserti nemico. 

Non indica la passività morbosa di chi non sa reagire, ma una precisa iniziativa: riallaccia la relazione, fa’ tu per primo un primo passo, perdonando, ricominciando, senza aspettare di essere riamato.

4. Amore fattivo

Amore fattivo, quello di Gesù, amore di mani, di tuniche, di prestiti, di verbi concreti. 

Amore non c’è senza un «fare». «All’inizio, Dio disse a Caino: Cosa hai fatto di tuo fratello Abele? Nell’ultimo giorno, dirà ad Abele: Cosa hai fatto di tuo fratello Caino?» (Berdiaev).

Abele risorgerà non per la vendetta, ma per custodire Caino. La terra sarà nuova quando le vittime si prenderanno cura dei carnefici. Fino a cambiarne il cuore. 

Quando Abele si farà prossimo al suo uccisore, allora il Regno di Dio sarà davvero prossimo ad ogni cuore d’uomo. Gesù non convoca eroi nel suo regno, ma ogni uomo vero.

Infatti: «ciò che volete per voi, fatelo voi agli altri». Prodigiosa semplificazione della legge: io imparerò ciò che devo fare ascoltando il mio desiderio. 

don Erminio