8 novembre 2026
CRISTO RE (A)
Giovanni 18,33-37
Riflessione a cura di don Erminio Villa.
1. L’anno liturgico
Oggi si chiude l’Anno Liturgico, cioè la scansione del tempo annuale alla luce dei misteri di Cristo: incarnazione, infanzia, vita pubblica, morte, resurrezione, ascensione e dono dello Spirito Santo. Il tutto costellato dalle vicende che hanno coinvolto coloro che lo hanno seguito fino in fondo e che noi chiamiamo santi, sua Madre in primis.
Ad un primo sguardo questa vicenda ciclica, soprattutto agli occhi dei più giovani, potrebbe sembrare estremamente ripetitiva, e dunque un po’ noiosa. In realtà, se la vicenda di Cristo resta tale, noi no. Ogni anno la sua Parola ci coglie in situazioni diverse, bisognose di trovare un senso e una speranza.
L’Arcivescovo Delpini insiste nel dire che il vero programma pastorale di una Diocesi – e dunque di ogni cristiano – è vivere l’Anno Liturgico.
2. Il tema della regalità
Occupa due dei tre testi che oggi la liturgia ci propone. Già nell’Antico Testamento troviamo la presenza dei re di Israele.
Davide è indubbiamente il più grande. È a lui, che vuole costruire a Dio una casa, che il Signore promette un casato ed in particolare un discendente che renderà la stirpe davidica imperitura È in Gesù, discendente di Davide, che questa figura si concretizza, ma in modo del tutto inaspettato.
Il potere regale di Gesù, infatti, “non è di questo mondo”. Se Gesù prende le distanze dalle forme di potere mondano, questo significa che esso è soggetto a corruzione, autoreferenzialità, fatica nella ricerca del bene comune; il rischio ha molti volti: l’autosussistenza del proprio partito, del proprio gruppo di interesse, financo del benessere del proprio clan familiare a discapito di tutto il resto.
In varie parti del mondo tutti i beni della Chiesa e delle ONG libere sono stati confiscati, i dissidenti incarcerati, laici, preti, anche qualche vescovo, e il Nunzio apostolico espulso. Gli squadroni della morte mantengono in ostaggio un intero popolo.
Così è per molte nazioni. In questo senso il potere di Gesù non è di questo mondo.
È ormai un’urgenza la necessaria riforma delle Nazioni Unite, le inique alleanze tra diversi regimi dittatoriali, che agiscono impuniti, invadendo, distruggendo nazioni sovrane, come è successo in Ucraina. L’orrore della guerra nella terra che noi chiamiamo “santa” è rimasto negli occhi di tutti. La religione asservita all’uno e all’altro fanatismo sconcerta e ne macchia la fama, la bontà per l’uomo, ma allora che potere è il potere di Gesù?
3. Il potere per Cristo è servizio
È il Padre che l’ha mandato – parole stesse di Gesù – a servire e non ad essere servito. Il primo servizio reso da Gesù è di svelare la verità sull’uomo, gettando le basi, ponendo il fondamento della dignità di ogni persona.
Lo esprime bene san Paolo scrivendo ai Cristiani della Galizia: “Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”. (Gal 3,28).
-- don Erminio

